Osservatorio MiFID

A
A
A
di Redazione 21 Giugno 2008 | 12:00
Come noto, nell’apprestarsi ad offrire i propri fondi sul mercato italiano, i gestori di fondi esteri armonizzati (“UCITS III”) – come tali vendibili in ogni Paese membro dell’Unione Europea in regime di “passaporto europeo”, vale a dire, sulla base della sola autorizzazione ricevuta nel proprio Stato membro – debbono espletare una semplice procedura di notifica preventiva presso la Banca d’Italia e la Consob.

Tra la documentazione richiesta a tali fini dalla vigente normativa di attuazione emanata dalla Banca d’Italia è prevista la nota informativa sul modulo organizzativo che il fondo intende adottare ai fini del collocamento sul mercato italiano, che è più complessa ove il fondo sia destinato a essere offerto anche a investitori al dettaglio. Condizione imprescindibile per la completezza del filing nell’ipotesi di offerta estesa agli investitori al dettaglio è, tra le altre, quella che il fondo abbia incaricato in Italia istituti terzi nei ruoli chiave necessari sia nella fase di collocamento sia in quella di gestione dei rapporti con gli investitori italiani.

Tra tali istituti terzi figurano il soggetto incaricato di ricevere i pagamenti (che opera in stretto raccordo con la banca depositaria incaricata dal fondo nel Paese d’origine) e il/i collocatori. I nominativi di tali soggetti debbono essere indicati nell’application e in particolare nella suddetta nota informativa sul modulo organizzativo adottato in Italia.

Per far questo evidentemente il fondo deve avere preliminarmente stipulato relative apposite convenzioni con i medesimi soggetti.

La scelta del “supermercato on-line” consente dunque al gestore di fondi di semplificare la propria operatività sia in quanto l’adesione a simili piattaforme è immediata ed evita le, a volte, lunghe trattative che caratterizzano invece accordi di collocamento con i canali “tradizionali”, sia alla luce del mutato quadro normativo post-MiFID che appunto esclude che per i servizi prestati in modalità execution only, e aventi ad oggetto appunto quote di fondi, si renda necessaria l’acquisizione delle informazioni dall’investitore e la verifica di appropriatezza dell’investimento rispetto alle caratteristiche dell’investitore stesso.

E se pensiamo alla complessità dei sottostanti che oramai caratterizzano molti dei prodotti che sotto la registrazione quali UCITS III nel Paese d’origine sono oggi collocati sul mercato italiano, anche a investitori al dettaglio, usufruendo del passaporto europeo, trattasi di “agevolazione” di non poco conto.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Fondi, l’Europa accoglie le richieste dell’industria sul regolamento PRIIPs

Risparmiatori e intermediari, è boom di procedimenti dopo i ricorsi. Mifid è ancora un problema

Consulenti, una Mifid light per battere la crisi

NEWSLETTER
Iscriviti
X