Albo unico? La via d’uscita nell’atto del Senato 1559

A
A
A
di Maria Paulucci 10 Ottobre 2014 | 08:56
Lo dice il responsabile nazionale promotori finanziari della Felsa Cisl Mauro Rufini. Che aggiunge: la nostra proposta sul contratto dei pf è ancora valida.

PROGETTO DI LEGGE PER USCIRE DALL’EMPASSE – La via d’uscita all’empasse sull’Albo unico potrebbe essere nel progetto di legge 1559 (qui il testo), contenente “norme per la riorganizzazione dell’attività di consulenza finanziaria” (vai qui per l’anticipazione di BLUERATING). Mentre la proposta sul contratto dei promotori finanziari presentata dal sindacato Felsa Cisl è ancora valida. Lo dice in un’intervista a BLUERATING Mauro Rufini (nella foto), responsabile nazionale promotori finanziari in seno a Felsa Cisl.

Quindi, come si dice, una proposta sempre valida?

Alla luce del rinnovo del contratto dei bancari, la proposta di un contratto ad hoc e/o di accordi collettivi per i promotori assume sempre più valore. Dopo la presentazione della nostra pubblicazione, all’inizio dell’anno (qui la notizia), su questo tema abbiamo avuto alcuni primi positivi riscontri di misurato interesse da parte di alcune reti e di chi le rappresenta. Un percorso non facile, comunque la strada è tracciata al punto che osserviamo con piacere e con orgoglio che anche altre organizzazioni si stanno focalizzando su questo obiettivo.

Come procede, dunque, il confronto sul contratto nazionale dei bancari?

È di lunedì 6 ottobre la notizia positiva di una prima intesa Abi-sindacati sulla parte economica – l’accordo sull’edr (elemento distinto della retribuzione, costituisce uno degli elementi che formano la retribuzione di base, n.d.r.) – e la reciproca volontà di chiudere il rinnovo contrattuale entro la  fine del 2015 entrando nel vivo delle trattative. Un esito che interessa anche i promotori finanziari dipendenti e i private banker.

Qual è la vostra idea sulla tendenza sempre più netta delle banche a riscoprire e rilanciare le reti dei promotori finanziari in questo periodo? 
Nuovi modelli distributivi di offerta e di servizio alla clientela. Se la banca, secondo l’Abi, dovrà concentrarsi sempre più su funzioni commerciali e di consulenza, va da sé che guarderà al mondo delle reti, della consulenza e promozione finanziaria con un forte e rinnovato interesse. Una scelta strategica e organizzativa vissuta e attuata magari in maniera diversa dai singoli gruppi bancari, che avrà delle implicazioni anche sul fronte dei modelli contrattuali e delle tutele per tutti i promotori finanziari. È un fenomeno che seguiamo con attenzione da tempo e i numeri di iscrizione all’Albo dei promotori finanziari testimoniano in modo eloquente questa tendenza. 

Qual è la vostra opinione sull’Albo della consulenza e sul perché non è ancora partito?
Il mancato avvio del nuovo Albo a nostro avviso deriva da una combinazione di diversi fattori. Al di là di un ritardo cronico – ben sette anni – del legislatore a recepire e attuare in questa parte la direttiva Mifid, dall’altra c’è una indubbia debolezza da parte della categoria dei consulenti finanziari indipendenti, categoria che ha la necessità di una maggiore visibilità e rappresentatività. La Felsa Cisl ha iniziato un dialogo ed è disponibile a dare il suo contributo per superare questa fase. Il progetto di legge 1559, pur con i suoi limiti da superare, può rappresentare un’occasione utile per dare stabilità normativa alle varie figure professionali del settore. 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Bufi : “L’avvio dell’Albo unico? Merito anche nostro”

Countdown per i “nuovi” intermediari finanziari ex 106 TUB.

Albo unico, ecco l’articolo decisivo del ddl

NEWSLETTER
Iscriviti
X