Doris, investi su di noi: l’appello di una start up al banchiere

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 17 Ottobre 2014 | 10:35
Speriamo che la disavventura con I’m Watch non lo induca ad abbandonare l’aiuto alle start up, scrive il ceo dell’azienda. E racconta il progetto che ha brevettato con un collega.

UN MESSAGGIO PER ENNIO DORIS – Un appello a Ennio Doris. È così che suona il commento di un lettore all’articolo sul fallimento di I’m Watch, apparso il 14 ottobre su bluerating.com (lo trovate qui). Ma il diretto interessato, contattato dalla redazione, tiene a precisare: “non è un appello, solo una considerazione”. Cos’è successo? Dopo la pubblicazione dell’articolo, la redazione ha ricevuto tra gli altri il commento di Egidio Rolich (nella foto), ceo di Identyclick, srl nata a marzo, oggi alla ricerca di istituzioni e, soprattutto, di finanziatori che credano nel progetto su cui si basa. “Peccato per Doris”, scrive Rolich. “Speriamo solo che questa disavventura non lo induca ad abbandonare l’aiuto alle start up, che oggi possono essere un valido strumento di rilancio del Paese. Se volesse continuare sulla strada del mecenatismo, potrebbe con lo stesso slancio rivolgere lo sguardo al Nord Ovest e finanziare questa volta con successo una start up realmente innovativa”.

CONSULENTE E IMPRENDITORE
– “In quel di Torino”, continua, “due ‘giovani’ 55enni, Marco Corrini ed Egidio Rolich, hanno avviato una start up innovativa che combatte seriamente la contraffazione. Il sistema”, spiega Rolich, un passato nell’intermediazione immobiliare e finanziaria e nell’imprenditoria e un’esperienza come presidente dell’Associazione risparmiatori Tangobond (Art), “si basa su un algoritmo univoco alfanumerico immateriale brevettato, che consente di rendere qualsiasi prodotto ‘incontraffattibile’. L’algoritmo, trattato con la piattaforma informatica Identyclick, attiva la protezione del brand e dei prodotti e consente al consumatore di verificare la provenienza e l’originalità del prodotto che sta acquistando in qualsiasi parte del mondo 24 ore su 24 in forma gratuita e anonima, anche nel mercato di seconda mano”. Un servizio che, secondo Rolich, “non si può contraffare e che combatte efficacemente la contraffazione e il sounding alimentare (ovvero l’uso di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promuovere e commercializzare prodotti che invece non c’entrano niente con il nostro Paese, n.d.r.), il quale costa all’Italia 250 milioni di euro all’anno”.
 
“BASTEREBBE LA META’ DEI SOLDI”
– “La metà dei soldi investiti da H-Invest (la società tramite cui Doris ha puntato sulla società veneta dello smartwatch, n.d.r.) permetterebbe alla start up Identyclick di estendere a livello mondiale il servizio anticontraffazione, creando solo in Italia oltre 200 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato”, dice Rolich. “Oggi siamo in cinque. Il business plan 2015-2016 prevede fin dal primo anno di servizio globale l’adesione a titolo oneroso di oltre 2,5 milioni di soggetti – ossia aziende che vogliono difendere il loro marchio – fortemente motivati ad acquisire il servizio”. Il messaggio – lo si chiami o no appello – è partito: e chissà che Ennio Doris non raccolga la sfida, come poco più di 30 anni fa fece a Portofino un noto imprenditore alla ricerca di idee interessanti nelle quali investire. L’imprenditore era Silvio Berlusconi, e il resto della storia lo conosciamo già.

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