Giacomelli (Mps): con i fondi quotati, qualche rete sarà in difficoltà

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 24 Ottobre 2014 | 14:24
Non la nostra, precisa il responsabile del servizio Mps Promozione Finanziaria: “i nostri promotori operano già in una logica di consulenza”.

NUOVE DINAMICHE NELLA DISTRIBUZIONE – “La quotazione dei fondi comuni aperti a Piazza Affari promette di accrescere la liquidità su questi prodotti e di garantire commissioni ridotte per i risparmiatori, con la conseguenza di modificare decisamente le dinamiche della distribuzione”, commenta Massimo Giacomelli, responsabile del servizio Mps Promozione Finanziaria. “L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza del mercato: una volta quotati, i fondi potranno essere acquistati direttamente senza commissioni d’ingresso, superando il limite delle convenzioni di distribuzione. I canali distributivi che si sono avvalsi delle front fee di questi prodotti per fare bilancio avranno certamente qualche difficoltà da superare”.

Quindi quale impatto avrà, secondo voi, questa novità sul vostro mercato?
Dal momento che il fondo è un prodotto complesso e adatto all’investimento di lungo periodo, è necessario porre l’accento sulle competenze degli investitori e quindi sull’importanza dell’assistenza professionale nella scelta di questi strumenti. Per il nostro mercato si intravede una accelerazione verso la consulenza a pagamento.

Più nello specifico, quale sarà l’effetto sulla vostra strategia e sul vostro business?

I nostri promotori non pagheranno questa evoluzione, considerato che operano già in una logica di consulenza e hanno a disposizione servizi, prodotti e strumenti adeguati.

Quali rischi e quali opportunità, invece, per l’investitore? Non si genererà una spinta al fai-da-te?

Per il risparmiatore diventerà più facile confrontare i prodotti e questo dovrebbe portare a un aumento della competizione tra i gestori con prezzi più bassi per l’investitore e una maggiore efficienza attesa. D’altro canto il fondo è uno strumento non di immediata comprensione per tutti e, come per le azioni, il fai-da-te risulterà rischiosissimo e l’investitore dovrà necessariamente affidarsi a un esperto del settore.

Dunque, aumenterà il bisogno di consulenza specializzata.

Sì, senza dubbio. I risparmiatori già convinti della necessità di un consulente non noteranno questa evoluzione dei fondi, coloro che invece vorranno cimentarsi da soli capiranno presto e a loro spese la necessità dell’assistenza di un professionista in fase di selezione degli investimenti.

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