Enasarco, Anasf si fa sentire in Parlamento

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di Maria Paulucci 20 Novembre 2014 | 13:45
Il presidente Bufi ha sottolineato l’anomalia che vede i pf versare i contributi previdenziali obbligatori a due enti, Inps ed Enasarco. Ma non solo.

L’AUDIZIONE DI ANASF – Si è svolta oggi, come da programma (qui la notizia precedente), l’audizione di Anasf nell’ambito dell’indagine conoscitiva su Enasarco avviata dalla Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. L’associazione ha diffuso una nota nella quale fa sapere che è stata ascoltata sulla doppia contribuzione previdenziale obbligatoria alla quale è sottoposta la categoria dei promotori finanziari, e per voce del suo presidente Maurizio Bufi (nella foto) ha sottolineato, in circa un’ora di presentazione, l’anomalia che vede i promotori finanziari versare contributi previdenziali obbligatori a due enti di previdenza diversi, Inps ed Enasarco.

I “SILENTI” ENASARCO
– “Oltre all’assurdo giuridico cui siamo sottoposti, ai promotori finanziari iscritti a Enasarco è anche preclusa la totalizzazione dei contributi. Questa singolarità ha generato, nell’ambito dei promotori finanziari, un fenomeno distorsivo e iniquo, denominato il caso dei ‘silenti Enasarco’ e che rappresenta un’anomalia, tutta italiana, per la quale a una doppia contribuzione obbligatoria non corrisponde la possibilità di totalizzare né di richiedere la liquidazione dei contributi versati, salvo rari casi. È questo il caso di molti promotori finanziari che hanno già svolto attività lavorativa nel settore bancario e solo successivamente hanno optato per l’attività di promotore finanziario. Ne discende che per questi professionisti la contribuzione pensionistica a Enasarco sarà sostanzialmente a fondo perduto”, ha sottolineato il presidente Anasf.

ASSOCIAZIONE “PREOCCUPATA”
– “Alla palese iniquità di trattamento, si aggiunge la nostra preoccupazione relativa alla situazione gestionale e finanziaria della Fondazione, a nostro giudizio ormai definitivamente compromessa”, ha continuato Bufi. “Anche la dismissione generalizzata degli immobili rappresenta a nostro parere un ulteriore grave errore, sia in termini di ricavi derivanti dalla vendita degli stessi sia sui rendimenti netti relativi agli investimenti in strumenti finanziari”. La memoria presentata da Anasf ha richiamato in maniera esplicita anche le modifiche contenute nel nuovo statuto Enasarco (qui la notizia precedente) e contestate dall’associazione (qui la notizia), relativamente ai meccanismi di elezione delle rappresentanze degli iscritti nella governance dell’ente, che ancora vedrebbero modalità elettive favorevoli allo status quo piuttosto che a una democratica competizione elettorale, in cui anche i promotori possano avere la possibilità, al pari di altri soggetti, di una propria rappresentanza.

LE REAZIONI PRESSO LA COMMISSIONE
– L’onorevole Titti Di Salvo, che ha presieduto l’audizione, ha ringraziato l’associazione per aver proposto un quadro interessante, inserendosi nell’azione responsabile del governo di riordino dell’intero settore previdenziale in rapporto con l’economia reale. Parere favorevole alle osservazioni è stato espresso anche dal senatore Sergio Puglia, che le ha ritenute “puntuali e da appoggiare”. Anche l’onorevole Lello Di Gioia ha parlato di legittima rivendicazione, richiedendo in corso di audizione approfondimenti sul tema della gestione del patrimonio finanziario e sull’associazione.

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