Incrocci (ex Mps) ha lasciato per incomprensioni con l’a.d. di Widiba

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di Maria Paulucci 27 Novembre 2014 | 16:25
Lo confermano fonti vicine all’ex responsabile della rete dei promotori finanziari di Mps, che danno così corpo alle ipotesi che si sono rincorse nei giorni scorsi.

WIDIBA ALLA BASE DELLA ROTTURA – La rottura tra Mario Incrocci (nella foto a destra) e Banca Monte dei Paschi di Siena (qui la notizia) ha una ragione che si chiama Widiba (qui tutti i dettagli sul progetto): lo confermano fonti vicine all’ex responsabile della rete dei promotori finanziari di Mps a BLUERATING, che danno così corpo alle ipotesi che si sono rincorse nei giorni scorsi. “Indubbiamente Widiba è un buon progetto”, spiegano le persone ascoltate, “ma è come uno spartito di musica: si può avere il migliore spartito del mondo, ma poi bisogna saperlo suonare con armonia. E le modalità con cui viene suonato lo spartito di Widiba non sono condivise dall’ex responsabile della rete dei pf di Mps”. Nei giorni scorsi si era parlato di tensioni con i vertici della banca online del gruppo Mps, nel cui perimetro sono stati ricondotti i promotori finanziari di cui Incrocci fino a qualche giorno fa era responsabile. “Non c’è feeling con la direzione”, confermano sul punto le fonti vicine a Incrocci, “in particolare con l’amministratore delegato di Widiba (Andrea Cardamone, nella foto a sinistra, n.d.r.). E quando non c’è sintonia con l’amministratore delegato la situazione diventa precaria. Poi va detto che Incrocci non è affatto una persona da mezzi termini, è uno che lavora per amore e per passione”. Quando questo viene meno, lasciano intendere gli operatori sentiti da BLUERATING, è finita.

LA DESTINAZIONE DI INCROCCIIncrocci avrebbe maturato la decisione di uscire da Widiba “negli ultimi due o tre mesi”. Altri lo seguiranno? “La situazione è abbastanza tesa e non si esclude che ci siano altre persone che possano uscire. Ma Incrocci ha fatto una scelta personale e non sta, nel modo più assoluto, incoraggiando altri a seguirlo. Non sta aizzando nessuno”. Dove andrà, adesso? A quanto risulta, il manager non ha ancora preso una decisione. “Ha ricevuto proposte un po’ da tutte le parti e sta facendo delle riflessioni. Ha avuto molte più offerte di quante se ne aspettava. Per decidere”, aggiungono le fonti, “non si vuole basare su quanto guadagnerà. Piuttosto, sta soppesando i piani industriali delle realtà che si sono fatte avanti”. La destinazione, comunque, parrebbe essere un’altra rete bancaria. “Ormai l’indirizzo delle banche è quello di costituire reti di promozione finanziaria. Il terreno è molto fertile in questo momento. Tenga presente”, dice un operatore, “che ci sono anche nuove banche che stanno ipotizzando di costruire reti e che hanno progetti in partenza o già in corso”. I nomi che circolano, in effetti, sono tanti. Staremo a vedere. Quel che è certo è che Incrocci è un manager di lunga esperienza che conosce bene il mercato: è stato in Fideuram, dove nel 1986 ha contribuito alla nascita di Sanpaolo Invest, ha vissuto la fase non facile di Banca 121 e dal 2004 ha guidato per un decennio la rete dei promotori finanziari di Banca Mps. Fino all’inizio dell’era Widiba.

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