Promotori-consulenti, chi boccia il cambio di nome

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 12 Marzo 2015 | 12:45
Alla commissione Finanze del Senato prosegue la discussione sul disegno di legge 1559 per la riorganizzazione del settore. E le posizioni si dividono.

RINVIO DELL’ESAME – Si conclude con un nuovo “rinvio del seguito dell’esame” la riunione della sesta commissione permanente del Senato, chiamata a discutere in sede referente, nell’incontro convocato per il pomeriggio di mercoledì 11 marzo, del disegno di legge 1559, contenente le “norme per la riorganizzazione dell’attività di consulenza finanziaria”. Su richiesta della relatrice Lucrezia Ricchiuti (Pd), il presidente Mauro Maria Marino (Pd) ha infatti rinviato il seguito dell’esame. Intanto, dagli emendamenti presentati in questi mesi, emerge che alcuni parlamentari sono contrari al cambio di nome dei promotori finanziari in “consulenti finanziari”, così come al passaggio della vigilanza dalla Consob all’Apf.

TRE SEZIONI
– Il disegno di legge Marino è stato presentato dal senatore a luglio e il 23 ottobre è stato assegnato alla sesta commissione permanente (Finanze e Tesoro) del Senato in sede referente. Relatore, la senatrice Ricchiuti. Il testo prevede l’istituzione di un Albo unico gestito da un solo Organismo con personalità giuridica di diritto privato, ordinato in forma di associazione, in maniera analoga e coerente al modello scelto dal legislatore per l’Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (Oam). All’interno dell’Albo unico, secondo il ddl, ci saranno tre distinte sezioni: “consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede” (attuali promotori finanziari), “persone fisiche consulenti finanziari indipendenti” (attuali consulenti finanziari) e “società di consulenza finanziaria”.

PROMOTORI E CONSULENTI
– Questa impostazione recepisce in sostanza le sollecitazioni arrivate da Apf – riguardo al passaggio delle competenze sulla vigilanza – e da Anasf – sul cambio del nome dei promotori. Ma non tutti i senatori sono d’accordo. La senatrice Laura Bignami (Misto-MovX) il 26 novembre ha illustrato l’emendamento 1.3, finalizzato a mantenere “l’opportuna distinzione tra operatori di natura fondamentalmente diversa, quali i consulenti finanziari e i promotori finanziari, per mezzo di denominazioni immediatamente distinguibili, tenuto conto della necessità di fondo di tutelare il risparmio e l’affidamento dei risparmiatori”. Il senatore Giuseppe Vacciano (Misto) ha condiviso i rilievi espressi dalla senatrice e ha aggiunto la sua firma all’emendamento. La senatrice Federica Chiavaroli (Ncd), nella stessa seduta, ha invece rilevato l’opportunità di attribuire le funzioni di controllo alla Consob.

IL TEMPO SCORRE
– Nelle prossime settimane, si saprà se e quanto queste posizioni saranno in grado di raccogliere consensi dentro e fuori dalla commissione. Quel che è certo è che la discussione sul disegno di legge deve procedere speditamente, anche alla luce di una data che non è così lontana come può sembrare: il 31 dicembre 2015, quando scadrà l’ennesima proroga a operare per quei consulenti finanziari che dopo il 31 ottobre 2007 erano stati transitoriamente legittimati a svolgere l’attività in attesa dell’istituzione dell’Albo di categoria.

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