Banca Cesare Ponti, Montani (Carige): i pretendenti non mancano

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di Maria Paulucci 20 Marzo 2015 | 12:53
Il ceo Piero Montani non teme minusvalenze e dice: mi preoccupa di più l’idea di trovarmi a luglio, quando dobbiamo presentare il nostro lavoro alla Bce, senza offerte vincolanti.

ALLA RICERCA DI PRETENDENTICarige non prevede di realizzare minusvalenze dalla vendita del credito al consumo e del private banking. Lo ha detto il ceo Piero Montani davanti agli analisti. “Non prevediamo di doverci confrontare con delle minusvalenze”, ha dichiarato. “Per Creditis abbiamo dato un’esclusiva ad Apollo che farà i suoi approfondimenti e presenterà un’offerta vincolante. Per Cesare Ponti non ci aspettiamo valori negativi: i pretendenti ci hanno chiesto di estendere la data room, cosa che abbiamo accordato. Il problema è un altro. È quello di trovarsi a luglio, quando dobbiamo presentare il nostro lavoro alla Bce, e di non avere ancora offerte vincolanti. Questo mi preoccupa un po’ di più”.

LA RIFORMA DELLE POPOLARI
– “La legge di riforma delle popolari apre un mercato e questo è positivo. L’apertura coinvolgerà tante banche e non vedo perché non possa coinvolgere anche la Cassa di Risparmio di Genova“: così Montani. Il manager ha poi ricordato la sua iniziativa in Banca Popolare di Milano per trasformare in spa l’istituto di Piazza Meda. “Insieme ad Andrea Bonomi, Dante Razzano, Alessandro Foti e Davide Croff“, ha ricordato, “avevo proposto in Bpm la trasformazione in spa. Poi non è passata. Non disconosco il ruolo delle popolari sul territorio e la presenza in queste banche di persone serie ma la trasformazione non è sbagliata”.

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