Consulenti del domani: ”fattore umano” la chiave del successo

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di Daniel Settembre 25 Marzo 2015 | 13:38
Nonostante i giovani di oggi siano iperconnessi, il contatto umano è ancora alla base di ogni rapporto di consulenza finanziaria.

LA RICERCA – Si chiamano Millennials, Generazione Y o global generation. Sono iperconnessi, utilizzano più device e il 97% ha almeno un profilo social. Eppure quando si tratta di risparmio gestito e prodotti finanziari hanno ben poco di digitale. Almeno è quello che emerge dall’indagine “I risparmiatori di domani” dell’istituto di ricerca Demia realizzata per Assogestioni appunto sulla generazione dei giovani nati dopo il 1980, e presentata all’interno del Salone del Risparmio.

INTERNET NON ESAUSTIVO – Dall’indagine – che potete leggere qui in maniera approfondita – emerge infatti che il 70% di fronte a una decisione per scegliere una forma di risparmio e investimento ne parlerebbe in primo luogo con la propria famiglia. Sfatato, insomma, il mito di Internet come unico motore decisionale. “Quando abbiamo chiesto che tipo di rapporto vorrebbero avere con il consulente finanziario“, ha spiegato Diego Martone, presidente e amministratore delegato di Demia, “la maggior parte ha detto di preferire un contatto fisico. Questo, inoltre, perché i giovani si sentono incompetenti in questa materia. Per la maggior parte del campione interrogato, infatti, Internet svolge un ruolo di verifica, sicuramente non esaustivo”.

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IL FATTORE UMANO – “La formazione per il cliente è fondamentale. Un cliente meglio informato riesce a capire elementi complessi in materia di risparmio gestito”, ha sottolineato Santo Borsellino, a.d. di Generali investiments Europe. “Il servizio di consulenza deve essere alla base del rapporto professionista-cliente. Che è anche la linea guida che ci ha richiesto l’Europa”. Si trova d’accordo anche Marco Carreri, a.d. di Anima Holding, che ha evidenziato il ruolo della “personalizzazione di questa relazione tra consulente e cliente. Non tutto in futuro passerà tramite l’online. Tra le nostre ricerche che abbiamo condotto anche negli Stati Uniti, molte realtà come Wealthfront o Betterment sono ancora lontani da numeri di raccolta di capitali significativi. Questo significa che anche nel Paese più all’avanguardia in questo senso, la relazione umana rimane un fattore chiave di successo”.

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