Perché partecipare a Top Advisor? Ce lo spiegano due concorrenti

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di Diana Bin 23 Aprile 2015 | 07:30
Due promotori finanziari – Carlo Galbiati, di Unipol Banca e Vincenzo Chiaravalloti, di Finanza & Futuro – raccontano la loro esperienza con il concorso organizzato da Pictet e Fida.

PARLANO DUE PF – Passione per le sfide, ma anche curiosità di osservare il modo di lavorare dei colleghi. Sono diversi i motivi che spingono i promotori finanziari a partecipare al concorso Top Advisor, che ormai si avvia verso le battute finali. Abbiamo parlato di questo, ma anche di molto altro, con due partecipanti che, nel momento in cui scriviamo, si trovano nella parte alta della classifica: Carlo Galbiati, di Unipol Banca (nickname BOBEIO2013) e Vincenzo Chiaravalloti, di Finanza & Futuro (nickname Squalo111).

(qui sotto, da sinistra: Carlo Galbiati e Vincenzo Chiaravalloti)
      

Ecco i loro commenti:

1 – Nome, provenienza, professione?
C.B. – Carlo Galbiati. Sono promotore finanziario presso Unipol Banca e intermediario assicurativo presso Unipolsai assicurazioni, sono anche iscritto all’albo dei giornalisti e tengo corsi di formazione in tutta Italia.
V.C.- Vincenzo Chiaravalloti, promotore finanziario di Finanza & Futuro a Bologna.

2 – Come ha conosciuto il concorso Top Advisor e cosa l’ha spinta a partecipare? 

C. B. – Frequento con assiduità gli incontri che Pictet organizza trimestralmente sul territorio e in uno di questi ho appreso dell’iniziativa che mi è piaciuta molto. Le sfide mi attraggono sempre.
V.C. – Ho conosciuto il concorso Top Advisor utilizzando la piattaforma Fida Work station e ho deciso di partecipare Bologna per confrontarmi oltre che per valutare e osservare le abilità dei colleghi.

3- Cosa pensa del concorso? Critiche o suggerimenti per la prossima edizione?
C.B. – Ritengo che sarebbe utile organizzare degli incontri tra i partecipanti per scambiarsi view e suggerimenti operativi, almeno ogni tanto.
V.C. – Credo che il concorso sia ben strutturato. Mi piace il coinvolgimento anche dei privati, in quanto contribuisce ad aumentare le competenze finanziarie della platea degli investitori.

4 – Ritiene sia utile ai fini di una maggiore diffusione della cultura finanziaria?
C.B. – Penso che ogni iniziativa che spinga a conoscere, studiare e mettere in pratica quanto appreso sia soltanto positiva. Certo, come sempre, si può fare di più e meglio, però l’importante è agire. Top Advisor lo fa.

5 – Gestire un portafoglio fittizio è molto diverso da gestire soldi veri… cosa sta facendo di diverso rispetto a quello che farebbe con gli investimenti di un cliente?
C.B. – In realtà, almeno nel mio caso, l’approccio virtuale è davvero molto simile a quello che adotto quotidianamente con i miei clienti. Il mio metodo di lavoro consiste in un’attenta analisi dei mercati prima, delle esigenze del cliente poi ed infine, degli strumenti più appropriati per raggiungere gli obiettivi prefissati. Suggerisco pochissimi spostamenti e constato rarissimi ripensamenti, si procede sempre con molta disciplina e fiducia nelle motivazioni delle scelte fatte. Se manca la convinzione iniziale è meglio non entrare in taluni mercati. Meglio perdere un po’ di tempo in più mentre si decide che perdere denaro perché si è presa affrettatamente la decisione sbagliata.
V.C. – Sicuramente è diverso, infatti poiché è un gioco, mi sto trovando ad attuare un differente approccio di asset allocation rispetto al mondo reale.

6 – Quali prodotti sta privilegiando e perché?
C.B. – Sto privilegiando: materie prime e fondi legati al loro ciclo, paesi emergenti sia produttori che consumatori di materie prime, fondi tematici e fondi multi asset. Ritengo, infatti, che i mercati, in questo periodo più che mai, siano molto difficili e richiedano attenzione estrema. Molte borse sono ai massimi, i bond sono tirati, le valute si stanno muovendo rapidamente, le banche centrali agiscono senza rendere conto a nessuno se non a loro stesse e al mercato. Quindi, personalmente e con i miei clienti, vado alla ricerca di quelle poche asset class che risultano a sconto o sottovalutate rispetto alla media generale. Cerco la massima diversificazione e rifuggo dalle mode del momento. Sono consapevole che l’errore è sempre dietro l’angolo, ma intanto procedo, con attenzione ma procedo. Le minacce sono sempre anche opportunità.
V.C. – In particolare ho utilizzato una strategia contrarian, che in questo trimestre ha fortemente ripagato. A tal proposito ho inserito volutamente i fondi Emerging Europe e Russia.

7 – Conosceva già i fondi di Pictet AM?
C.B. – Onestamente li conoscevo e li conosco molto bene perché, da anni ormai, ne faccio largo uso nei portafogli della mia clientela. Sono molto contento di poterli proporre e generalmente il cliente è altrettanto soddisfatto del loro comportamento nel tempo.
V.C. – Sì, conoscevo già i fondi Pictet perché li uso nella mia attività quotidiana con la clientela.

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