Reti, back to the future

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Avatar di Redazione 12 Maggio 2015 | 12:08
John Elkann ha dichiarato l’interesse per un prossimo investimento nel risparmio gestito. E dopo anni si torna a parlare di quotazione per Fideuram. Evidentemente i risultati finanziari delle quotate del settore continuano a fare scalpore.

LE RETI DI PF NEGLI ANNI 80 – Negli anni 80 del secolo scorso le famiglie del capitalismo italiano che contavano si erano innamorate delle reti di promotori. Gli Agnelli crearono la rete Primeconsult, De Benedetti possedeva Finanza & Futuro, Gardini controllava Agos, Benetton fondò In Capital e Berlusconi Programma Italia. Poi, a parte Berlusconi, tutti si sono defilati e, per varie ragioni, le reti sono state percepite come un costo e non un’opportunità.

RINNOVATO INTERESSE – Desta pertanto sorpresa apprendere dagli organi di stampa che John Elkann, il rampollo della famiglia Agnelli, ha dichiarato recentemente l’interesse del gruppo da lui guidato per un prossimo investimento nel mondo del risparmio gestito. E dopo anni si torna a parlare di quotazione in Borsa per Fideuram, vero fiore all’occhiello della galassia Intesa Sanpaolo. Evidentemente i risultati finanziari delle società quotate nel settore continuano a fare scalpore.

RISULTATI BRILLANTI – Azimut brilla per un bilancio chiuso con ricavi di oltre 552 milioni di euro e dividendo che sale dell’11%, Banca Generali incrementa la raccolta netta di oltre 4 miliardi di euro e supera 160 milioni di utile netto. Per non parlare poi di Mediolanum in costante crescita e di Fineco, vera perla del gruppo UniCredit, che raggiunge ricavi per 448 milioni di euro e un utille netto superiore ai 150 milioni, piu 76% rispetto all’anno precedente. Già, perché il punto forte di queste realtà è che una volta raggiunte certe dimensioni in termini di asset gestiti, i ricavi sono stabilizzati e la struttura dei costi molto più leggera e variabile rispetto al tradizionale sistema bancario. È un mondo in cui chi più è bravo, più guadagna e ci sono casi di promotori che incassano molto più dei rispettivi amministratori delegati. Un mondo in cui la motivazione delle persone è la molla che muove tutto il sistema, dove l’efficienza paga. Tutto il contrario del mondo bancario tradizionale, dove regnano costi fissi, rigidità, sicurezza. Quale futuro ci aspetta? Non bisogna essere geni per capirlo.

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