Promotori, “Anasf è già collegiale”

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di Maria Paulucci 22 Maggio 2015 | 10:00
Il presidente di Anasf Maurizio Bufi interviene per ribattere punto per punto alle argomentazioni – e alle critiche – della fronda interna all’associazione.
VERSO DUE SCHIERAMENTI? – L’ultima parola si potrà dire solo l’8 luglio, termine ultimo per la presentazione delle liste per il prossimo congresso Anasf, che sarà chiamato a eleggere il nuovo consiglio nazionale. Tuttavia, sul campo del confronto elettorale al momento sembrano profilarsi due schieramenti. Questa è la sensazione che si ha dopo la conversazione con l’attuale presidente, Maurizio Bufi (nella foto), che recentemente ha confermato a BLUERATING la sua volontà di correre per un secondo mandato e che sempre con BLUERATING commenta le anticipazioni di giovedì 21 maggio su un programma in corso di preparazione nel quale pare che si siano ritrovati molti dirigenti di spicco della stessa associazione. Programma che poggia su una piattaforma di idee e su un tema cruciale: “il punto qualificante”, hanno spiegato a BLUERATING le fonti contattate dalla redazione, “sarà una gestione partecipata dell’associazione che punti a modernizzare la struttura rendendo protagonisti i territori, e quindi il superamento dell’attuale organizzazione che appare non più adeguata”. Facile intuire una critica alla gestione Bufi, verso il quale, comunque, la porta non è chiusa. La posizione di quanti stanno lavorando al programma, hanno puntualizzato le fonti, è infatti che alla piattaforma di idee possano aderire tutti coloro che ci si riconosceranno e, se lo vorrà, anche lo stesso Bufi.
 
TENTATIVI DI MEDIAZIONE – Insomma, una critica che non comporta, almeno per il momento, una contrapposizione netta e scoperta, con una linea politica contro un’altra, un programma contro un altro e, dunque, una lista contro un’altra lista. Ma cosa ne pensa il presidente? Si profilano due schieramenti o è possibile una ricomposizione? “Le rispondo in modo molto diretto”, replica Bufi. “Al momento si stanno delineando due schieramenti. Tuttavia, le ricordo anche che il mio è un compito non solo di governo e di guida ma anche di mediazione. E, in ogni caso, noi abbiamo una governance che prevede anche forme di apparentamento tra liste. Al momento, l’impressione prevalente è di una separazione. Tuttavia, io mi adopero sempre per la mediazione. Vedremo se nelle prossime settimane ci saranno le condizioni per ricompattare oppure per andare democraticamente alle elezioni, quando saranno poi gli associati a esprimersi”.
 
“PROTAGONISTI, NON COMPARSE” – “Noi avevamo certamente sentore che ci fossero delle posizioni non esattamente in linea con l’attuale conduzione dell’associazione e della maggioranza che a suo tempo l’ha espressa”, aggiunge Bufi. “Una maggioranza che peraltro nel corso del tempo si è modificata e soprattutto si è allargata”. Quanto riportato da BLUERATING “serve a diradare un po’ la nebbia rispetto ai rumors che c’erano stati”. Nessuna sorpresa, dunque. “Tra l’altro mi lasci dire che, mentre trovo condivisibile la premessa, nella quale si argomenta come sia importante traghettare, in questo periodo di grandi cambiamenti normativi e di contesto, la figura del promotore finanziario verso quei lidi della consulenza che tantissime volte abbiamo evocato, io per primo, meno condivisibile è, a mio modo di vedere, il ritenere che questo percorso non sia stato già in gran parte fatto nel corso di questo mandato non come ‘comparse’, come viene sottolineato nel virgolettato, quanto piuttosto come protagonisti”.
 
“GUIDA, NON COMANDO” – “Trovo poi del tutto privo di fondamento, soprattutto fuori luogo, anche se posso capirlo da un punto di vista elettorale, il riferimento a un unico comandante alla testa di un’associazione”, dice Bufi. “Non è così”. Non un ruolo di comando, ma di guida. “Un ruolo di governo”, sintetizza Bufi, “di leadership, per rappresentare l’associazione in tutti i fronti, in tutti i modi, in tutte le occasioni possibili. Trovo pure abbastanza debole l’argomentazione di un’associazione che debba essere il più possibile partecipata, perché in realtà già lo è. Poi tutto è migliorabile, evidentemente. Aggiungo anche che intorno alla mia persona si è coagulato in questi anni – i primi tra l’altro particolarmente difficili, i successivi sicuramente più armoniosi in una logica associativa – un consenso che io intendo utilizzare ed esercitare e che è il motivo che mi ha indotto a riproporre la mia candidatura per il prossimo quadriennio. Anche perché l’associazione ha bisogno non solo di questo tipo di rappresentanza, ma anche di continuità e sostanzialmente deve esprimere il massimo delle competenze e il massimo della leadership possibile”.
 
UNA “GRANDE COALIZIONE” – “Stiamo mettendo a frutto il governo di questi quattro anni e a breve annunceremo una coalizione che vorrei definire ‘grande coalizione’, perché dentro di sé ha tante componenti, tante rappresentanze, di colleghi provenienti da realtà diverse, e quindi molto trasversale, molto partecipata”. Una “grande coalizione” di cui “l’associazione ha bisogno per i prossimi anni per chiudere quelle partite ancora aperte e per dare ulteriormente slancio e valorizzare la nostra figura professionale”. Ma questa “uscita allo scoperto”, che riguarda molti dirigenti di spicco di Anasf, come influenzerà i rapporti interni all’associazione nelle prossime settimane e mesi? Il lavoro di Anasf quanto ne risentirà? Risponde Bufi: “credo che si debba separare l’attuale governo dell’associazione – impegnato in partite di tale portata che non possiamo permetterci assolutamente una ‘vacatio’ solo perché è in corso o è imminente una campagna elettorale – con il dibattito in vista del congresso. Per quel che mi riguarda, cercherò di mantenere la guida dell’associazione in una logica di unità e di confronto interno. Ciò non toglie che prendo anche atto che alcuni dirigenti dell’associazione si posizionano in un modo che sembrerebbe essere abbastanza in distonia, almeno su alcuni passaggi, con l’attuale governo dell’associazione”. Una presa di posizione “che troverà una sua naturale conclusione prima nella competizione elettorale e poi nel congresso di novembre”.

 

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