Promotori-consulenti, spunta un altro ddl sull’Albo unico

A
A
A
di Maria Paulucci 26 Maggio 2015 | 10:00
Sia il nuovo ddl sia il ddl Marino presentato a luglio puntano a riformare la consulenza. Solo che il nuovo ddl delega tutto al governo. E i tempi rischiano di allungarsi.

UN ALTRO DDL SULLA CONSULENZA FINANZIARIA – Spunta un secondo disegno di legge per riformare il settore della consulenza finanziaria e dare vita al più volte annunciato e finora non ancora nato Albo unico dei promotori-consulenti, dei consulenti indipendenti e delle società di consulenza finanziaria. Un secondo progetto di legge, dunque, che si affianca al ddl S.1559 presentato a luglio dal senatore Mauro Maria Marino (nella foto). Il nuovo ddl, fino a una decina di giorni fa, era indicato al Senato come disegno di legge S.1758. Il 14 maggio 2015 è stato approvato e poi, il 18 del mese, è stato trasmesso all’altro ramo del Parlamento, dunque alla Camera, dove ora è indicato con la sigla C.3123. Il 20 maggio è stato assegnato in sede referente alla XIV Commissione permanente, sulle Politiche dell’Unione europea, di Montecitorio. L’esame del ddl – che nell’ambito dell’avvio della Mifid 2 contiene la delega al governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea e che, di fatto, rientra nella categoria delle leggi di delegazione europea – non è ancora iniziato.

DELEGA AL GOVERNO
– Proprio perché si sovrappone al ddl Marino, il testo è stato oggetto di discussione al recente convegno annuale di Assoreti, al quale è intervenuto lo stesso senatore Marino (vai qui per vedere l’intervista video rilasciata a BLUERATING), primo firmatario del ddl che porta il suo nome e che al momento è fermo in VI Commissione al Senato in attesa del parere della V Commissione di Palazzo Madama, la quale vuole capire se ci sono le coperture economiche per dare seguito alla riforma contenuta nel testo. Quali sono le differenze tra i due testi? Entrambi – il C.3123 e il ddl Marino – gettano le basi per la riforma del settore della consulenza finanziaria. Solo che il ddl C.3123 lo fa sotto forma di delega al governo, e quindi rinviando all’esecutivo il compito di intervenire per dare vita a un nuovo Albo contenente i tre elenchi dei promotori-consulenti, dei consulenti indipendenti e delle società di consulenza e con la vigilanza che passa dalla Consob all’Organismo di categoria, l’Apf.

Clicca qui per leggere il testo del ddl C.3123 in forma integrale. Di seguito, il passaggio che si riferisce ai pf.


CHI ARRIVERA’ PER PRIMO?
– A Capri, il senatore Marino ha detto in sostanza che non importa la strada che si seguirà per dare corso alla riforma: l’importante, ha tenuto a sottolineare, è che si arrivi a destinazione. Ma il rischio di procedere con la delega, ha segnalato anche, è di allungare ulteriormente i tempi, mentre all’orizzonte si avvicina il termine del 31 dicembre 2015, data in cui scadrà l’ennesima proroga dell’autorizzazione concessa ai consulenti per operare in via transitoria in attesa dell’Albo di categoria, in sospeso dal 2007. Su tutto questo il senatore avrebbe dovuto confrontarsi, sempre nell’ambito del convegno Assoreti, con il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, che però all’ultimo ha dovuto disdire l’impegno preso con Assoreti. Dunque, a Capri il rappresentante del governo non c’era.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Consulenti, da Assoreti un nuovo progetto di formazione certificata

Reti, un semestre a passo svelto

Consulenza, le reti devono devono accelerare su team e clienti condivisi

NEWSLETTER
Iscriviti
X