Albo unico, altro ddl all’esame della Camera

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di Maria Paulucci 12 Giugno 2015 | 13:24
La Commissione Politiche dell’Ue di Montecitorio ha avviato l’esame in sede referente sul ddl di delegazione europea. Che parla anche della Casa della Consulenza.

ESAME IN COMMISSIONE – La XIV Commissione Politiche dell’Unione europea di Montecitorio ha avviato l’esame in sede referente, nella seduta del 10 giugno, sul disegno di legge di delegazione europea 2014 C.3123, approvato dal Senato e trasmesso alla Camera il 18 maggio 2015. È quanto risulta dal sito della Camera dei Deputati. Il disegno di legge è di interesse per il settore della consulenza finanziaria perché, come spiegato di recente da BLUERATING, contiene, alla lettera o) dell’articolo 9, la delega al governo per “apportare le opportune modifiche e integrazioni alle disposizioni del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di consulenti finanziari, società di consulenza finanziaria, promotori finanziari, assegnando a un unico organismo, ordinato in forma di associazione con personalità giuridica di diritto privato, la tenuta dell’albo, nonché i poteri di vigilanza e sanzionatori nei confronti dei soggetti anzidetti”.

I PRECEDENTI TENTATIVI
– Un piccolo passo per il Parlamento, un grande passo per la consulenza finanziaria? Dipende. È da circa due anni che l’esecutivo e il legislativo stanno tentando di varare la riforma del settore della consulenza finanziaria. E dopo diversi tentativi, andati a monte, di inserire emendamenti in materia nei decreti legge su temi economici o nelle relative leggi di conversione – ricordiamo, per esempio, il decreto sulle popolari e la legge di stabilità – il senatore Mauro Maria Marino si è fatto carico di portare avanti un suo progetto di legge (S.1559), fermo in Commissione al Senato dalla fine di marzo. Nel frattempo, è sopraggiunto il ddl di delegazione europea, che non solo riprende la materia del ddl Marino ma delega la riforma al governo. Su quale dei due binari proseguirà la riforma? Gli addetti ai lavori, tra cui il senatore Marino, dicono che non è questo ciò che conta: l’importante, dicono, è che la riforma veda la luce. Possibilmente entro il 31 dicembre 2015, data in cui scadrà l’ennesima proroga a operare concessa ai consulenti finanziari in attesa dell’Albo. Un’attesa che si strascina dal 2007.

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