Ecco i vincitori dei Pf Awards 2015: parla Simona Gatti di Euromobiliare

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Avatar di Diana Bin 24 Giugno 2015 | 13:32
Di seguito l’intervista alla vincitrice nella categoria “Costruzione del portafoglio”.

PFAWARDS 2015 – Tornano su BLUERATING le interviste ai vincitori dei PfAwards 2015, la seconda edizione del premio che ProfessioneFinanza ha assegnato a professionisti del serttore. Sette le aree tematiche di gara, che hanno visto 1.023 partecipanti sfidarsi a colpi di test e quesiti per contendersi la vittoria: tutela del patrimonio, relazione con il cliente; previdenza, pianifcazione successoria; consulenza all’impresa; consulenza alla famiglia; costruzione del portafoglio.

COSTRUZIONE DEL PORTAFOGLIO – Iniziamo con Simona Gatti (nella foto), promotrice finanziaria di Banca Euromobiliare in Lombardia, vincitrice nella categoria “costruzione del portafoglio”.

SIMONA GATTI – “Ho una Laurea in Economia monetaria e un Master in Finanza conseguito negli USA. La mia esperienza professionale per i primi 15 anni si è focalizzata nella consulenza strategica – dove ristrutturavo aziende- e poi nell’ investment banking, dove mi occupavo di fusioni e acquisizioni di società e di quotazioni in Borsa a Londra. Tornata in Italia, dal 2006 ho deciso di applicare le mie conoscenze di mercato e di finanza internazionale alla consulenza per i privati , lavorando nel private banking di Citigroup e poi presso Banca Euromobiliare come promotore. Ho iniziato focalizzandomi su alcuni clienti professionali, in particolare un piccolo family office piuttosto sofisticato, e gestendo i risparmi della mia famiglia. Ho poi esteso la mia attività ad altri clienti privati, applicando gli stessi criteri di professionalità che ho sempre offerto agli istituzionali . Le esperienze più importanti, che anche mi hanno apportato le maggiori soddisfazioni, sono state durante la crisi degli ultimi anni, prima quella dei subprime americani e successivamente della zona euro. Avendo una profonda conoscenza dei mercati , avendo vissuto quasi due decenni in America e in Inghilterra, lavorando per una banca di investimenti americana, conoscevo piuttosto bene i meccanismi di trasmissione e l’ origine della crisi scoppiata nel 2008. Ma soprattutto ho realizzato quanto vicini siamo stati all’ implosione del sistema bancario e i rischi che si correvano , come la portata degli interventi delle Banche Centrali . La mia più grande soddisfazione è stata quindi di preservare i patrimoni che mi sono stati affidati dai clienti attraverso una fase di crisi profonda. Gli aspetti a cui presto molta attenzione sono gli scenari macroeconomici, le politiche delle banche centrali e i potenziali impatti sugli investimenti. Tendo a seguire con rigorosa attenzione i flussi di dati rilevanti con una visione globale. Privilegio la diversificazione dei portafogli, sia a livello di classi di attivo che geografica e per emittenti, ma in modo dinamico, valutando con molta attenzione l’impatto che alcune variabili chiave potrebbero avere sui rendimenti, la volatilità e le correlazioni. Mi affido molto a gestori terzi, ma monitoro costantemente le loro macro scelte di investimento, i risultati e la volatilità. E soprattutto presto molta attenzione al controllo del rischio, ricercando scelte di investimento decorrelate, in quanto l’esperienza di questi anni mi ha insegnato quanto difficile sia prevedere e quante insidie siano sempre in agguato”.

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