I vincitori dei Pf Awards 2015: parla Paolo Agnolin di Banca di Monastier e del Sile

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di Diana Bin 25 Giugno 2015 | 14:30
Continuiamo a fare la conoscenza dei pf che hanno vinto l’edizione 2015 dei Pf Awards organizzati da ProfessioneFinanza. Oggi parliamo con Paolo Agnolin.

PAOLO AGNOLIN – Continuiamo a fare conoscenza con i promotori finanziari che hanno vinto l’edizione 2015 dei Pf Awards organizzati da ProfessioneFinanza. Oggi parliamo con Paolo Agnolin (in foto), operativo presso Banca di Monastier e del Sile in Veneto, che si è distinto nella categoria “costruzione del portafoglio”.

Perché ritieni la costruzione del portafoglio essere una tematica importante per il cliente finale?
Ritengo che una peculiare e costante attenzione alla costruzione del portafoglio costituisca condizione imprescindibile per la piena soddisfazione delle esigenze del cliente, che non può che costituire lo scopo principe dell’attività di consulenza finanziaria. Proprio in questo giace il fascino del tema: non esiste un portafoglio ideale per tutti i clienti, pur in presenza di patrimoni tra loro consimili: il portafogli ideale dipende della peculiarità, dalle aspettative e dagli obbiettivi di ogni investitore. L’attuale assetto globale dei mercati offre un novero pressoché infinito di strumenti finanziari atti a soddisfare – se correttamente modulati e utilizzati – qualsivoglia esigenza. Il che, naturalmente, rappresenta ogni giorno un nuovo stimolo, ma anche una nuova difficile sfida, per quanti si occupino di consulenza. L’abilità del consulente sta dunque, secondo il mio punto di vista, nella capacità di combinare, nel modo più appropriato alle esigenze del cliente, un consapevole utilizzo degli strumenti di investimento più tradizionali alla valorizzazione delle più interessanti nicchie di mercato.

Quale valora aggiunto ritieni di poter portare ai tuoi clienti su questa tematica?
Il valore aggiunto che, come consulente, posso offrire alla clientela è quello di mettere a servizio delle specifiche esigenze di volta in volta rappresentate dal cliente una competenza professionale specialistica – che messa a sistema con una grande passione per il mio lavoro – garantisca al cliente una valutazione strategica complessiva che tenga conto del grado di correlazione tra i diversi investimenti ai fini delle necessarie valutazioni di adeguatezza del portafoglio rispetto alla composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio investito, alla propensione al rischio, agli orizzonti temporali di investimento e al rendimento atteso dall’investitore.

A quale target di clientela rivolgi principalmente i tuoi servizi in questo ambito?
Mi sono dedicato prevalentemente al segmento retail della clientela, nozione la quale peraltro, lungi dal de!nire in modo univoco una tipologia di investitore, si riferisce a soggetti con un potenziale di spesa in assets liquidi che varia tra i 50mila e il milione di euro. Si tratta dunque di un segmento molto ampio e per questo sovente viene a sua volta segmentato al proprio interno non solo per consistenza del patrimonio, ma anche per sulla base di altre caratteristiche peculiari del singolo investitore (come per esempio la propensione al rischio, l’età, il reddito).

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