Apf presenta la relazione annuale. E spunta il segno più

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di Maria Paulucci 9 Luglio 2015 | 09:10
Apf: per la prima volta dal 2009 sale il numero dei promotori iscritti. Grazie anche all’apporto dei bancari. L’età media però resta alta.

SALGONO GLI ISCRITTI – Fermi tutti: c’è il segno più. Per la prima volta nella storia di Apf, la cui fondazione risale al 2009, e per la seconda volta in 12 anni, i promotori finanziari iscritti all’Albo, al netto delle cancellazioni, sono aumentati. E nemmeno di poco: del 3,3%, che fuor di percentuale significa 1.716 iscritti in più. È questo quanto emerge dalla relazione annuale 2014 redatta da Apf (qui sotto il documento sfogliabile): il presidente Carla Rabitti Bedogni (nella foto) la presenta a Roma giovedì 9 luglio. Il dato evidenziato mette fine alla flessione che implacabile si è riproposta ogni anno dal 2008 in avanti. L’incremento, va detto, si deve anche al maggiore interesse degli istituti di credito – di cui si aveva avuto sentore già nel 2013 – verso il collocamento di prodotti e servizi tramite l’offerta fuori sede, fermo restando il loro approccio distributivo multicanale. Il 71,8% dei nuovi mandati registrati nell’anno passato si riferisce infatti a operatori di matrice bancaria.

LA CRESCITA PROSEGUE – E, a quanto risulta, la crescita pare destinata a proseguire nel 2015: nei primi quattro mesi dell’anno, i provvedimenti di iscrizione sono stati 1.515, un risultato che fa presagire una chiusura d’anno pressoché in linea con il 2014. La prima sessione d’esame del 2015 ha totalizzato 1.923 iscrizioni, con una significativa partecipazione di dipendenti bancari. Malgrado questo significativo apporto, l’età media degli iscritti è salita e ha raggiunto i 49 anni. L’86% dei pf ha un’età superiore ai 40 anni, il 46,4% supera i 50 anni e il 5,1% ha più di 65 anni. Discorso analogo per quanto riguarda la cosiddetta “popolazione attiva”, ovvero il numero di pf con mandato. L’81,4% dei promotori in attività ha un’età tra i 40 e i 65 anni. Il tutto considerando che l’Albo attualmente conta 54.541 pf, di cui attivi 34.976, il 4,4% in più rispetto al 2014. Un dato che riporta la categoria ai livelli del 2011.

ALBO UNICO DEI CONSULENTI – Il settore è ancora molto concentrato: basti pensare che il 62,1% dei pf in attività opera nelle prime 10 reti più numerose e il 79,5% nelle prime 20, a fronte di un totale di intermediari abilitati e attivi, ossia con almeno un pf con rapporto aperto nell’Albo, pari a 306. Nel complesso, Apf insiste sul fatto che la figura del promotore ha subito negli anni una profonda trasformazione, superando i connotati originariamente commerciali ed evolvendosi in vero e proprio consulente per il risparmio. Un mutamento che ha ricevuto una spinta dalla costante revisione della normativa e dall’operato dei soggetti abilitati che, in un regime di concorrenza, hanno investito molto in termini di piattaforme tecnologiche, formazione, operatività online, pianificazione previdenziale-assicurativa, approccio multibrand e servizi di consulenza. I tempi, ribadisce Apf, sembrano maturi perché la categoria assuma la denominazione di “consulenti finanziari” e si provveda all’istituzione di un unico Albo dei consulenti finanziari.

Sfoglia la relazione annuale 2014 di Apf.

 

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