Rabitti (Apf): pf accanto ai risparmiatori tra Grecia e Cina

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di Maria Paulucci 9 Luglio 2015 | 09:15
Ora è necessario, ha detto il presidente, favorire la fiducia dei risparmiatori nel mercato e monitorare attentamente i tentativi di ricerca di investimenti più redditizi.

UNO SCENARIO COMPLESSO – Dal presidente di Apf Carla Rabitti Bedogni arrivano parole chiare. “Lo scorso anno avevamo evidenziato come la crisi finanziaria, che ha preso avvio nel 2007, sembrasse essere in parte superata. L’intervento della Bce, che aveva consolidato le attese di una possibile rapida inversione della fase ciclica, ha fortemente attenuato la percezione del rischio sovrano, soprattutto per i Paesi periferici dell’eurozona. Tali rischi si sono concretizzati e devono essere considerati in ogni scelta di investimento. I cittadini greci, con il referendum del 5 luglio 2015, hanno preso una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto. Una decisione, tuttavia, che proietta non solo Atene ma il sistema finanziario dell’Unione europea verso scenari inediti che richiederanno a tutti gli operatori del mercato senso di responsabilità, lungimiranza e visione prospettica”. È così che si esprime il presidente durante la presentazione della relazione annuale Apf, a Roma, dopo i saluti e i ringraziamenti alle autorità e alle istituzioni e non senza un riferimento ai preoccupanti scenari che nelle ultime ore si sono delineati anche sul fronte della Cina.

IL RUOLO DEI PROMOTORI – “Il sistema europeo sarebbe inoltre soggetto a ulteriori rischi se i recenti andamenti della Borsa cinese si rivelassero una bolla finanziaria. Le scelte di politica economica dell’Unione in un contesto così critico sono di particolare impatto sistemico sui mercati. Il quantitative easing ha determinato un calo dei tassi di interesse e dei rendimenti dei titoli pubblici per realizzare misure di contenimento del deficit da parte dei Paesi con maggiori squilibri di finanza pubblica. Come ha sottolineato il presidente della Consob, nella sua relazione per l’anno 2014, la ricerca della stabilità ha avuto un costo che bisognava sopportare per evitare danni maggiori. Ora è necessario”, continua il presidente, “favorire la fiducia dei risparmiatori nel mercato e monitorare attentamente i tentativi di ricerca di investimenti più redditizi. In tale contesto, i promotori finanziari hanno consolidato il proprio ruolo di consulente al fianco dei clienti nelle analisi di portafoglio e nelle scelte di investimento sui differenti orizzonti temporali, assistendo con particolare attenzione gli investitori nella gestione dei loro risparmi. Il passaggio da un sistema finanziario incentrato sulle banche a un sistema dove i mercati hanno un ruolo crescente impone la nascita di un legame dell’investitore o dell’impresa con il sistema bancario e finanziario, impegnato in una importante funzione consulenziale“.

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