Rabitti (Apf): Albo unico, non si può rimandare ancora

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di Maria Paulucci 9 Luglio 2015 | 09:37
Il presidente ribadisce: i tempi sono maturi per il cambio di denominazione e l’istituzione dell’Albo unico. Dalla Consob un segnale incoraggiante: faremo la nostra parte.

“SI PROVVEDA ALL’ISTITUZIONE DELL’ALBO” – “Concludo riaffermando che i tempi sono ora maturi affinché la categoria assuma la denominazione di ‘consulenti finanziari’ e si provveda all’istituzione di un unico Albo che ricomprenda, oltre agli attuali promotori, anche i consulenti finanziari e le società di consulenza previsti dagli artt. 18 bis e 18 ter del Tuf, attualmente sprovvisti di una attuata disciplina che ne regolamenti l’accesso e l’esercizio”. Con queste parole si esprime il presidente di Apf Carla Rabitti Bedogni, in occasione della presentazione della relazione annuale, a Roma. D’altro canto, nel corso del convegno arriva un segnale incoraggiante dalla Consob: faremo la nostra parte, dice in estrema sintesi il rappresentante in sala, nell’avvio del nuovo Organismo e dell’Albo unico. “Risalgono al 2007, e poi al 2009, le emanazioni delle relative previsioni normative rimaste inapplicate. Anche la stampa specializzata, che segue con molta attenzione e competenza questi temi, si interroga sul motivo di tale ritardo, alla luce dei legittimi interessi di tutti gli stakeholders e della tutela del mercato nel suo complesso”.

IL DDL MARINO IN SENATO – “Si ricorda”, continua il presidente, “l’esistenza del disegno di legge Marino (AS 1559), in corso di esame al Senato, sulla riorganizzazione dell’attività di consulenza finanziaria che prevede l’introduzione di tre figure iscritte in tre sezioni distinte del medesimo Albo: il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede, il consulente finanziario indipendente e le società di consulenza finanziaria. L’Organismo provvederebbe alla gestione dell’Albo ed eserciterebbe le funzioni di vigilanza e sanzionatorie sugli iscritti”.

“NON È POSSIBILE RIMANDARE ANCORA” – “Da ultimo, la legge di delegazione europea 2014, recentemente approvata dai due rami del Parlamento, conferisce la delega al governo, in occasione del recepimento della Mifid 2, per apportare le opportune modifiche e integrazioni in materia di consulenti finanziari, società di consulenza finanziaria, promotori finanziari, assegnando a un unico Organismo la tenuta dell’Albo, nonché i poteri di vigilanza e sanzionatori nei confronti dei soggetti anzidetti. Auspichiamo che, entro la fine dell’anno, il legislatore riesca a concludere l’iter previsto per l’approvazione di tali norme, così necessarie per realizzare la piena tutela del risparmiatore e la sua partecipazione propulsiva all’economia reale e all’imprenditoria in particolare. Un ulteriore procrastinarsi della situazione transitoria”, conclude il presidente Rabitti Bedogni, “che il settore subisce da otto anni, evidenzierebbe un fallimento del nostro sistema non compatibile con le dinamiche di regolazione comunitarie per la tutela degli investitori e del mercato”.

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