Banca Generali, Mediolanum, Fineco e Anima: c’è ottimismo

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di Luca Spoldi 27 Luglio 2015 | 15:11
Le previsioni degli analisti sulle imminenti semestrali del risparmio gestito in arrivo questa settimana mostrano un certo ottimismo sui numeri dei principali gruppi quotati a Piazza Affari.

SEMESTRALI IN VISTA – Tempo di semestrali per le star del risparmio gestito del listino di Milano. Banca Generali renderà nota la propria semestrale domani, il 28 luglio, Mediolanum e FinecoBank faranno conoscere i conti il 30 luglio e infine Anima Holding chiuderà la parata il 31 luglio. Vediamo quali sono le previsioni degli analisti.

 
IL GRUPPO GUIDATO DA PIERMARIO MOTTA – Su Banca Generali (oggi appena sotto i 30 euro per azione a Piazza Affari) negli ultimi giorni sono intervenute Goldman Sachs, Deutsche Bank e MainFirst: la prima ha ridotto il target price a 31,1 euro, confermando un giudizio “neutrale”, dopo il richiamo Consob al rispetto della normativa Mifid circa l’applicazione delle commissioni di performance. Deutsche Bank ha avviato da poco la copertura con un “buy” e un target price di 37 euro. MainFirst infine ha ribadito il proprio “outperform” con un più prudente target di 32 euro per azione. Per gli esperti di MainFirst l’espansione dei margini è destinata a durare e dalla voluntary disclosure potrebbero venire sorprese positive (un giudizio condiviso dagli uomini di Websim che puntano proprio su Banca Generali oltre che Azimut soggetti “con la maggiore capacità di intercettare i flussi derivanti dalla riemersione dei capitali). Inoltre il servizio di consulenza avanzata potrebbe adattarsi facilmente anche a uno scenario nel quale le commissioni di performance potrebbero non essere più calcolate secondo l’attuale formula. Il consensus parla di 52 centesimi di utile per azione per il trimestre appena concluso, destinati a calare a 39 centesimi nel trimestre in corso a fronte di un fatturato di poco inferiore ai 112 milioni.

LA SOCIETA’ DI BASIGLIO
Mediolanum, che negli scorsi giorni ha visto approvata da Banca d’Italia la fusione inversa della holding nella controllata Banca Mediolanum (destinata ad essere l’entità quotata), operazione che per gli analisti di Websim (che sul titolo esprimono un rating “neutrale” con target price di 8,5 euro) “porta vantaggi sulla tempistica di contabilizzazione dei dividendi e alcuni risparmi sia di costi che fiscali”, oggi è in calo attorno ai 7,18 euro per azione a Milano ed è ugualmente finita nel mirino di Goldman Sachs e Deutsche Bank. Se la banca d’affari americana ha sforbiciato il prezzo obiettivo riducendolo a 8,1 euro (anche in questo caso con rating confermato “neutrale”), quella tedesca ha limato da 9,5 a 9 euro il prezzo obiettivo, continuando tuttavia a consigliarne l’acquisto. Infine rating ridotto a “neutral” (da “accumulate”) e prezzo obiettivo da 8,2 a 8 euro da parte degli uomini di Banca Akros, che si attendono dalla semestrale di Mediolanum risultati leggermente inferiori rispetto allo stesso periodo del 2014 con un utile netto di 73 milioni di euro. Quanto alle previsioni di consenso sul trimestre, l’utile per azione è indicato pari a 17 centesimi (ovvero a 12 centesimi quello in corso, a fronte di un fatturato di poco più di 256 milioni di euro).

LA RETE DI FOTI
FinecoBank su otto analisi pubblicate vede sei analisti esprimere un “hold”, uno un “buy” e uno un “outperform”, per un target price medio di 7,01 euro e con un consensus che vede l’utile per azione del trimestre mantenersi vicino agli 8 centesimi per azione, che verrebbero confermati nel trimestre in corso a fronte di un fatturato di poco superiore ai 137,6 milioni. Tra le ultime case d’investimento a esprimersi su FinecoBank, MainFirst ha confermato il proprio giudizio “neutrale”, indicando un target price di 6,8 euro. Secondo gli esperti, FinecoBank potrebbe essere la società che maggiormente trarrà beneficio da un contesto regolatorio che punta ad una sempre maggiore trasparenza sui prodotti finanziari, non avendo alcuna esposizione alle commissioni di performance. Il titolo, notano gli analisti, tratta tuttavia già a premio (di circa il 25%) rispetto ai diretti concorrenti in termini di risultati attesi al 2017.

LE PREVISIONI SU ANIMA
– Infine Anima Holding ha dalla sua ben quattro “outperform” e un “buy” (quello di Equita sim dello scorso maggio). Le stime di consenso in questo caso parlano di 12 centesimi di utile per azione per il trimestre scorso destinati a ridursi a 10 al termine di quello in corso, a fronte di 62 milioni di euro di fatturato. Il target price medio è indicato pari a 8,06 euro per azione, leggermente inferiore alle quotazioni già raggiunte dal titolo che oggi a Piazza Affari appare in calo del 2,5% circa a 8,78 euro con poco meno di un milione di pezzi passati di mano.

 

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