Prove di Mifid 2: parte la Consob

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Avatar di Redazione 27 Agosto 2015 | 07:10
La Consob è intervenuta in merito alla selezione da parte delle sim dei prodotti da offrire e consigliare alla clientela.

INTERVENTO CONSOB – L’entrata in vigore della Mifid 2 è prevista per gennaio 2017, ma alcuni eventi suscitano attenzione, indipendentemente dagli specifici contenuti, e qualche considerazione. La Consob è intervenuta in merito alla selezione da parte delle sim dei prodotti da offrire e consigliare alla clientela distinguendo fra vantaggi per l’intermediario e interessi dei clienti serviti. Un intervento motivato dalla direttiva in arrivo e dalla sussistente disomogeneità delle normative, soprattutto fiscali, a livello comunitario. Non è certo l’unico elemento di disallineamento in essere, e lascia presumere un profondo ripensamento strategico nei rapporti fra banche, sim e sgr e nelle soluzioni che ciascuno adotterà. Il modello della separazione è certamente quello più idoneo sotto un profilo teorico e nell’ottica dell’impianto della Mifid 2.

LA SEPARAZIONE DELLE FUNZIONI – L’impostazione è peraltro tipicamente anglosassone e le condizioni presenti in molti Paesi Ue rimarranno invece, con playing field a lungo differenti. Le soluzioni vincenti perché coerenti con normativa prospettica e modelli di efficienza appaiono quelle che separano le funzioni delle banche e delle sim (che dovrebbero trasformarsi in banca specializzata quando non lo fossero già) orientate a ruoli di brokeraggio fra le offerte di prodotto e le sgr non controllate o collegate, dedicate alla gestione e alla selezione di distributori multi-prodotto verso i quali agirebbero in ottica di risultati di gestione e soddisfazione di bisogni opportunamente segmentati.

ARBITRO DIALOGANTE
– Una seconda considerazione riguarda la modalità d’intervento priva di nuove regole quanto di intenti persuasivi, quasi un richiamo verbale per quanto annotato, e limitato (nel caso preso ad esempio) a un tema peculiare (le commissioni di performances normate in modo differente in area Ue). Per chi come io stesso, ha sempre sostenuto l’autoregolamentazione e la sperimentazione anticipata delle direttive, il modello, non invasivo ma incisivo attuato, dalla Consob resta estraneo ai principi del diritto amministrativo, ma propone (qualora ripetuto su altri temi) la figura di un arbitro dialogante cui dedicare però maggiore attenzione e rapide reazioni.

*santorsola@unipar

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