Albo a dicembre, ultima chiamata: tutti i dettagli

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Marco Muffato di Marco Muffato 18 Settembre 2015 | 10:25
Tra tre mesi partirà finalmente l’avventura dell’Albo Unico dei Consulenti finanziari, annuncia il Sottosegretario del Ministero della Economia e delle Finanze, Alberto Giorgetti, al Congresso Consultique. Ma gli operatori, disillusi dai troppi rinvii, chiedono alla politica di fare presto

Nuova deadline – L’Albo unico dei consulenti finanziari si farà tra tre mesi. La nuova deadline per la nascita dell’Organismo che raccoglierà promotori, consulenti finanziari e società di consulenza è fissata per dicembre. La novità è stata annunciata da Alberto Giorgetti, sottosegretario del Ministero della  Economia e delle Finanze, nel corso del Congresso Nazionale dei Fee Only, organizzato da Consultique a Peschiera del Garda. 

Giorgetti, ok legge a dicembre e poi subito i provvedimenti attuativi – “Sono ottimista che entro qualche mese avremo piena definizione dell’Albo”, ha spiegato Giorgetti. “Da parte di tutte le forze politiche c’è unanimità di vedute che il disegno di legge Marino debba essere approvato con urgenza.  Il provvedimento andrà votato entro fine di novembre e a dicembre sarà approvato il disegno di legge. Poi dovranno essere approvati i provvedimenti attuativi, per i quali ci dovrà essere una forte sollecitazione da parte delle forze politiche affinché siano i più efficaci e snelli possibili”.

Armellini, fare presto perché non possiamo più attendere – Una buona notizia che il padrone di casa Cesare Armellini, presidente di Nafop, l’associazione di categoria dei consulenti fee only, commenta senza nascondere la propria impazienza: “Auspico davvero che si possa risolvere nei tempi indicati dal sottosegretario Giorgetti perché abbiamo aspettiamo da troppo tempo il nuovo Albo”.

Rabitti Bedogni, no ad altre proroghe – Per Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’Apf, presidente dell’Albo dei promotori finanziari, a questo punto “l’importante è far partire la locomotiva. Non si può più consentire che ci siano ulteriore proroghe se non quelle strettamente tecniche”.

Bufi, la legge va migliorata – Anche Maurizio Bufi, presidente di Anasf, l’associazione di categoria dei promotori finanziari, invita le forze politiche a fare presto.  “I ritardi non sono certo dipesi dai promotori finanziari e direi che in questo senso tutti gli operatori hanno dimostrato senso di responsabilità”, sottolinea Bufi. “Il testo che è uscito non è l’ideale per le nostre posizioni ma speriamo che venga migliorato. L’importante, però, è che vanga chiusa questa partita”.

Tofanelli, nasce il sistema della consulenza
– Secondo Marco Tofanelli, segretario generali di Assoreti e vicepresidente di Apf, “l’aspetto importante dell’Albo è che consente la definizione del sistema complessivo della consulenza, cioè di quegli operatori che hanno in comune la prestazione di un servizio al cliente. Sono, inoltre, convinto della necessità di un ente che possa vigilare con efficienza i soggetti che ne fanno parte”.

Paracampo, legge di delegazione europea ultima chiamata per l’Albo
– Secondo Teresa Paracampo, professore associato di Diritto del Mercato Finanziaio  presso l’Università di Bari, “se non andasse in porto l’approvazione del disegno di legge Marino non rimarrebbe che la legge di delegazione europea, che prevede tra i suoi criteri di recepimento della Mifid, anche la creazione dell’Albo”.

Varenna, l’Albo tutela solo una parte dei clienti –   Per Aldo Varenna, presidente di Efpa Italia, con la realizzazione dell’Albo “si sta fotografando un universo di professionisti tra promotori e consulenti che gestisce non più del 10% del patrimonio dei clienti mentre il 90% è gestito dal settore bancario. Conseguentemente ritengo che il primo problema sia creare un terreno di gioco uguale per tutti per gli attori così da offrire totali garanzie agli investitori.  E questo deve essere compito della politica non certo degli operatori”
Marco Muffato

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