Consultinvest, attenzione al rischio sull’obbligazionario

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di Redazione 23 Ottobre 2015 | 10:08
In questo contesto l’orientamento è preferire l’equity ai bond.

VARIAZIONI NEGATIVE – I minimi registrati dai mercati nel mese di agosto sembrano ormai entrati nel dimenticatoio, anche se i risparmiatori che hanno aperto posizioni su fondi azionari ed obbligazionari tra marzo ed aprile risentono ancora di importanti variazioni negative, come nel caso dei Paesi emergenti e dei fondi settoriali su materie prime. Da inizio anno gran parte delle asset class sono tornate in territorio positivo: l’indice azionario mondiale (in euro) segna un + 2,43% mentre la risalita dei corsi obbligazionari ha ridotto al lumicino i rendimenti nel mondo bond.

SERVE ESSERE SELETTIVI – Quale strategia di asset allocation seguire per i prossimi mesi? Ritenendo che i rischi maggiori si annidino nei bond ci chiediamo che valore può avere rimanere immobilizzati su un decennale per spuntare meno di 1,5% annuo, con il rischio di subire anche consistenti perdite in conto capitale, nel durante, al primo accenno di rialzo dei tassi. Vi sono, indubbiamente, anche sub-universi di investimento in bond interessanti, come gli high yield Usa ma occorre, in tal caso, essere molto selettivi sul rischio emittente. Sui bond dei paesi emergenti, nonostante la forte discesa dei corsi, persistono incognite di tipo macro e valutarie in quanto diversi paesi stagnano in un contesto congiunturale negativo fortemente condizionato dalla dinamica dei prezzi delle materie prime.

PREFERIRE EQUITY A BOND – In questo contesto generale siamo orientati a preferire l’equity ai bond, con sovrappeso sull’Europa, attraverso una strategia di allocazione che combina l’approccio di investimento special situation, in particolare nel settore auto e finanza, e aziende high dividend con buon cash flow che operano in posizione di oligopolio sul mercati e che presentano elevate barriere di ingresso. Non c’è dubbio che tra la cedola di un Btp decennale ed il dividendo delle blue chip europee del mondo value, preferiamo queste ultime in una logica di investimento almeno a 3 anni. Per la componente bond riteniamo interessante adottare strategie di diversificazione su inflation linked bond ed eventualmente bond dei paesi periferici con duration contenute. Sulle valute la nostra view ci porta a preferire il dollaro usa, anche in una logica di lenta e progressiva risalita dei tassi americani.

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