La Bce apre alla bad bank italiana

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di Chiara Merico 25 Novembre 2015 | 08:55
Secondo Danièle Nouy, responsabile del meccanismo di supervisione unica dell’Eurotower, se il progetto non andrà in porto ci sono comunque delle alternative.

POSSIBILI SOLUZIONI – Per Danièle Nouy, responsabile del meccanismo di supervisione unica della Banca centrale europea, “è auspicabile che il progetto di bad bank che il governo italiano sta negoziando con le istituzioni europee vada in porto, ma se così non fosse ci sono altre soluzioni che possono essere utilizzate”.

LA SFIDA DEI CREDITI DETERIORATI – Incontrando i giornalisti al termine di un convegno all’università Cattolica di Milano, Nouy ha affermato: “Abbiamo bisogno di usare tutti gli strumenti disponibili“, rispondendo così a chi le chiedeva un giudizio sull’ipotesi della creazione di un veicolo che possa sgravare i bilanci delle banche italiane dall’enorme mole di crediti deteriorati, pari secondo le stime a 200 miliardi. Secondo Nouy “le esposizioni deteriorate rappresentano ancora una seria sfida sul piano prudenziale in alcuni Paesi, Italia inclusa”. Inoltre, per la responsabile del meccanismo di supervisione unica dell’Eurotower le banche italiane, come altre in Europa, devono migliorare la governance e valutare il proprio modello di business in modo da incrementare la redditività, che è debole.

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