Creval affronta la sfida digitale

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Le banche popolari e cooperative cercano di mantenere il modello di servizio improntato sulla vicinanza al territorio, alle famiglie e alle imprese anche nella futura forma statutaria di società per azioni.

Maria Paulucci di Maria Paulucci8 dicembre 2015 | 14:00

La sfida per le banche popolari e cooperative sarà mantenere il modello di servizio improntato sulla vicinanza al territorio, alle famiglie e alle imprese anche nella futura forma statutaria di società per azioni e a valle di eventuali aggregazioni. È una sfida che attende anche il Credito Valtellinese. Nel frattempo, il gruppo è al lavoro su altri fronti. Per esempio, il digitale. BLUERATING ne parla con Mauro Selvetti, vice direttore generale dell’istituto.

Recentemente avete presentato Creval Connect. Di cosa si tratta?
Creval ha sviluppato con Microsoft un nuovo concetto di filiale che prescinde dalla presenza fisica dell’operatore: il cliente può sedersi di fronte a uno schermo 50 pollici e andare in videoconferenza con un operatore che non è fisicamente là ma con il quale può interagire ricevendo consulenza e finalizzando operazioni come il pagamento della bolletta e l’apertura di un conto corrente o di una gestione patrimoniale. Ciò travalica anche gli orari tipici della filiale. Ma non è l’unica novità.

Quali sono le altre?
Il 30 ottobre abbiamo rilasciato la nuova offerta digitale del gruppo, che comprende la nuova app Bancaperta per smartphone e tablet, il nuovo home banking Bancaperta, il restyling del sito www.creval.it e il nuovo sito istituzionale www.gruppocreval.com. Il tutto con l’obiettivo di migliorare sempre più la qualità e l’efficacia dell’esperienza d’uso della clientela.

Per la parte prodotti e servizi, voi cosa proponete?
 Noi abbiamo fatto una scelta, non da oggi, di collaborare con partner specializzati ai massimi livelli per poter garantire ai clienti una serie di servizi di altissima qualità. Per esempio, per il leasing siamo diventati soci di Alba Leasing, mentre per quanto riguarda le gestioni patrimoniali abbiamo un accordo strategico con una partecipazione (pari al 2,78% al 15 ottobre 2015, n.d.r.) in Anima sgr, che si sta confermando un partner di assoluto livello. La logica è fare bene quello che sappiamo fare e lasciar fare agli altri ciò che sanno fare meglio. Da una prospettiva diversa, visto che un’efficace gestione dei crediti non performanti può contribuire anch’essa a migliorare il risultato complessivo, abbiamo fatto un accordo con Cerved per la gestione delle sofferenze.

A proposito di sofferenze: quali segnali arrivano dal credito?
Abbiamo avuto un grandissimo successo sull’erogazione di mutui. Al 30 settembre avevamo erogato più del doppio dello stesso periodo dello scorso anno e con una quota di surroghe che è meno della metà della quota nazionale: il sistema a settembre ha registrato un +80% ma con una quota di surroghe del 50%, noi abbiamo fatto +107% con una quota di surroghe che non raggiunge il 15%. Mi sembra che la famiglia media capisca che a questo livello di tassi sul mercato e di prezzi nell’immobiliare è il momento di fare qualcosa. Quello che ancora manca è una più marcata propensione da parte delle imprese a investire.

Riguardo ai vostri bilanci, quanto si sentono gli effetti del processo di semplificazione della struttura societaria del gruppo, in corso dal 2011?
Si stanno scaricando a terra una serie di elementi: semplificazione della struttura societaria, interventi di efficientamento lato costi e ristrutturazione del modello di servizio della rete distributiva. Si continua a rilevare un certo peso degli accantonamenti su crediti non performing, stante il perdurare della crisi, ma anche qui vediamo segnali un po’ più incoraggianti. In generale, siamo abbastanza soddisfatti di come sta andando l’anno.


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