Promotori, in Usa e Gran Bretagna più salgono i patrimoni meno si paga

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Secondo una ricerca di AdvisoryHQ sui due mercati le commissioni variano dall’1,61% allo 0,65%.

Luca Spoldi di Luca Spoldi28 dicembre 2015 | 08:38

LA RICERCA – Quanto guadagnano i financial advisor statunitensi e i loro omologhi inglesi in termini di management fee? Una recente ricerca di AdvisoryHQ ha mostrato che su un campione di oltre 556 professionisti operanti sui due mercati le commissioni, calcolate in percentuale al patrimonio gestito della clientela, variano dall’1,61% allo 0,65% a seconda della dimensione dei patrimoni stessi.

LE COMMISSIONI – In pratica questo significa che un cliente con un patrimonio di soli 50mila dollari gestiti si vedrà applicata, mediamente, una commissione che va a remunerare l’attività di gestione svolta dal suo advisor dell’1,61%, pari ad un costo di 805 dollari all’anno. Al contrario il cliente che avrà affidato alle cure del suo advisor un patrimonio di 30 milioni di dollari mediamente si vedrà applicare una commissione dello 0,65%, consentendo al suo advisor di guadagnare a fine anno 195 mila dollari.

I COSTI – Tali risultati sono coerenti con uno studio pubblicato alcuni mesi fa da Bloomberg News secondo cui i clienti “con oltre 100 mila dollari di patrimonio gestito pagano meno dell’1,25% annuo (in media) di management fee”, mentre “gli investitori meno benestanti (con 100 mila dollari o meno di patrimonio gestito) tipicamente pagano più dell’1,5% in commissioni annue” di gestione. Si noti che le commissioni, dettagliate nella tabella che vedete in pagina, riflettono le spese amministrative (tenuta dei registri, servizi contabili, commerciali, ecc) e i costi di gestione complessivi (eventuali due diligence, monitoraggio, gestione fiscale, attività di riequilibrio dei portafogli, consulenza per gli investimenti in corso e pianificazione finanziaria) correlati all’attività del financial advisor.

LE ULTERIORI SPESE – Non tengono tuttavia in conto delle eventuali ulteriori spese applicate dai fondi comuni, indicizzati o Etf eventualmente presenti in portafoglio. Sempre secondo Bloomberg News queste mediamente sono pari a: lo 0,65% annuo per i fondi comuni obbligazionari, lo 0,89% per quelli azionari, lo 0,11% per i fondi indicizzati obbligazionari (0,12% per quelli azionari) e lo 0,5% per gli Etf non a leva distribuiti sul mercato Usa.


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