Anasf e Assoreti, scontro sulle persone giuridiche

A
A
A
di Marco Muffato 3 Febbraio 2016 | 15:34
L’associazione presieduta da Maurizio Bufi si batte perchè venga riconosciuta la possibilità di svolgere l’attività in forma associata, la rivale Assoreti è assolutamente contraria. Le diverse posizioni sono emerse nella tavola rotonda di stamattina a Consulentia 2016

IL NODO – La tavola rotonda che è andata in scena questa mattina, nella seconda giornata di ConsulenTia 2016, ha evidenziato un nodo irrisolto nei rapporti tra Anasf e Assoreti, che potrebbe anche indirettamente influire, rallentandone il percorso di realizzazione, sull’Albo unico dei consulenti finanziari. Il nodo è relativo alla richiesta proveniente dal mondo Anasf di contemplare la possibilità di svolgere l’attività degli ormai ex pf in forma associata. Ecco il vivace botta e risposta tra i protagonisti.

 
BOTTA E RISPOSTA – E’ stato Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, su domanda del conduttore Andrea Cabrini, ad esprimere la propria contrarietà sulla proposta della controparte associativa. “I costi che sono centralizzati e con sistemi di controllo sperimentati dovrebbero essere spostati più giù a livello delle persone giuridiche tied agent. Andare a spostare un modello industriale che è vincente in questo momento non ha senso”. La risposta del padrone di casa Maurizio Bufi (nella foto), presidente di Anasf, non si è fatta attendere. “Colgo una certa resistenza sulle persone giuridiche ma la platea questo bisogno lo avverte. Usciamo dall’approccio ideologico, noi non mettiamo in discussione il modello attuale. Mi domando semmai perché tutto il mondo l’ha realizzato e noi dobbiamo rimanerne fuori. Poi il mercato deciderà se sarà un flop oppure un successo”.

IL PUNTO DI VISTA DELLA PRESIDENTE APF – Lo scambio è proseguito tra altri interlocutori, quando Lucrezia Ricchiuti, senatrice in forza alla Sesta Commissione Finanze e Tesoro, prende le parti dell’Anasf affermando “chi meglio dei consulenti può dire se questa attività si può fare in forma associata o meno?” e riceve l’immediata replica di Tofanelli. “Sono in disaccordo”, replica il segretario generale Assoreti. “L’offerta fuori sede la possono fare le banche non i pf, che ricevono un mandato. Esiste un legislatore e c’è una disciplina che richiede di tutelare l’investitore finale. Perché una sim che dispone di tutte le autorizzazioni si dovrebbe avvalere di un’altra società per fare l’offerta fuori sede? Questo è solo un discorso interno al settore e non porta valore al cliente”. Sul tema è stata chiamata in causa anche Carla Rabitti Bedogni, presidente di Apf (dalla cui esperienza nascerà l’Albo unico dei consulenti finanziari).  “All’interno di Apf”, ha affermato la Rabitti Bedogni “c’è un tavolo di lavoro che non ha portato alcun risultato. Toccherà al legislatore sciogliere il nodo dopo averne valutati costi e benefici. Ricordo che c’è una norma che riguarda la responsabilità solidale della società mandante”. Una cosa è certa, la querelle sulle persone giuridiche proseguirà anche nei prossimi mesi e l’esito non è scontato.
 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Enasarco, la lettera di Conte ai soci Anasf

Consulenti, Anasf a portata di app

Anasf, ultima chiamata per la borsa di studio Taddei

NEWSLETTER
Iscriviti
X