Robo-advisor, le vecchie generazioni preferiscono il consulente in carne e ossa

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di Daniel Settembre 18 Febbraio 2016 | 13:27
Secondo una ricerca di Allianz Life, sia le generazione dei baby boomers che la generazione X vogliono mantenere il contatto umano con i loro consulenti finanziari.

L’INDAGINE – Robo-advisor? Meglio il contatto umano, grazie. Secondo uno studio condotto da Allianz Life sia i cosiddetti Baby boomer (i nati tra il 1945 ed il 1964), sia la Generazione X (i nati tra il 1960 e il 1980), preferiscono mantenere il contatto umano con i loro consulenti finanziari, di fronte al continuo aumento di piattaforme digitali per la creazione dei propri portafogli d’investimento. Lo studio “Generations Apart”, che ha preso in considerazione 2.000 persone di un’età compresa tra i 35 e i 67 con almeno 30mila dollari di reddito annuo, rileva che il 69% di entrambe le generazioni non si fidano della consulenza finanziaria online.

PIANIFICARE A LUNGO TERMINE – Allo stesso tempo, il 46% della Generazione X e il 24% dei baby boomer dicono di avere un certo interesse nei confronti dei robo-advisor. Solo il 10% di entrambi i gruppi dicono che sarebbe comodo avere un rapporto interamente digitale con il proprio consulente finanziario. Alla domanda che prendeva in esame quale fosse il vantaggio dello “human touch” rispetto alla consulenza online, entrambe le generazioni hanno sottolineato che gli obiettivi finanziari a lungo termine sono più difficili da pianificare online.

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