Bufi (Anasf): le società tra consulenti nel futuro della professione

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di Maria Paulucci 16 Marzo 2016 | 07:30
Il presidente Anasf Maurizio Bufi è intervenuto in Senato con un focus sullo stato del sistema finanziario e in particolare sulla consulenza. Ecco il testo dell’intervento.
L’AUDIZIONE AL SENATO DI MAURIZIO BUFI – Come anticipato (qui la notizia), martedì 15 marzo il presidente Anasf Maurizio Bufi (nella foto) è stato audito nell’ambito dell’indagine conoscitiva della sesta commissione Finanze e Tesoro del Senato sulle condizioni del sistema bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio, anche con riferimento alla vigilanza, alla risoluzione delle crisi e alla garanzia dei depositi europei. Il presidente Bufi, riferisce l’associazione in una nota, è intervenuto con un focus sullo stato del sistema finanziario italiano e in particolare sul mondo della consulenza, ripercorrendo i passi che hanno condotto all’affermazione del ruolo della categoria, soprattutto in un’ottica di tutela del risparmio, e proponendo una riflessione sulle sfide che attendono il settore nel suo complesso, oltre che, nello specifico, i consulenti finanziari.
 
LE PAROLE DEL PRESIDENTE – “Nell’attuale scenario di mercato”, ha detto in particolare Bufi, “risulta possibile identificare alcune tendenze evolutive che saranno destinate a incidere in misura significativa sulle caratteristiche del nostro settore e, più in generale, dell’intero sistema finanziario. Un primo fattore di cambiamento è rappresentato dalla crescente complessità dei fenomeni macroeconomici, in un contesto in cui l’incertezza e l’eccezionalità riferite alle politiche dell’Unione europea e dei governi nazionali paiono destinate a rappresentare il nuovo paradigma di riferimento, il cosiddetto new normal. Un altro elemento di trasformazione è legato all’impatto della digitalizzazione sul sistema finanziario, fenomeno rispetto al quale si pone l’esigenza di un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi che possono riguardare da un lato le istituzioni finanziarie e dall’altro gli utenti dei servizi online. Un terzo driver di cambiamento è dato dall’ampliarsi delle soluzioni offerte dagli intermediari finanziari alla clientela, con la conseguente necessità di individuare modalità di comunicazione efficaci e trasparenti nei confronti del pubblico dei risparmiatori”.
 
PERSONA GIURIDICA – Una prospettiva di sviluppo della professione del consulente finanziario, legata al recepimento della Mifid 2, “è rappresentata dalla proposta di trasposizione nell’ordinamento italiano della figura dell’agente collegato Mifid in forma di persona giuridica, rendendo così possibile, nel contesto della libera iniziativa economica privata, la costituzione di società tra consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, le quali riceverebbero mandato da un intermediario finanziario abilitato. La formula societaria”, ha sottolineato Bufi, “permetterebbe la condivisione tra i singoli consulenti, oltre che di mezzi e supporti organizzativi, anche di competenze ed esperienze, in una misura certamente superiore rispetto a quanto già oggi avviene nell’ambito di soluzioni organizzative meno strutturate. Nella società tra consulenti il singolo professionista avrebbe inoltre la possibilità di specializzarsi su determinate linee di servizio, nonché su specifiche fasce di clientela, giungendo così a un arricchimento delle soluzioni offerte agli investitori. La formula societaria potrebbe inoltre favorire l’inserimento dei giovani tramite l’affiancamento da parte di figure più esperte, rispondendo così a quelle esigenze di ricambio generazionale della nostra professione ormai da tempo sostenute da Anasf“.

Clicca qui per leggere l’intervento integrale del presidente di Anasf Maurizio Bufi. 

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