Bpm e Banco Popolare, il terzo polo bancario è realtà

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di Daniel Settembre 24 Marzo 2016 | 14:00
Dall’aggregazione nasce il terzo polo bancario italiano. Il ceo di B. Popolare, Saviotti: “Non ci sarà nessun licenziamento e nessun problema sul piano dei dipendenti”.

AL VIA LA FUSIONE – All’indomani dell’ufficializzazione della fusione tra Bpm e Banco Popolare da parte della Vigilanza unica la conferenza stampa ha spiegato i dettagli di questa aggregazione che ha portato alla nascita del terzo polo bancario in Italia. I due istituti, ha dichiarato Giuseppe Castagna, consigliere delegato di Bpm, rispondendo ai giornalisti a proposito del ruolo del governo nella fusione approvata dai consigli “sono stati i paladini della riforma” delle popolari approvata un anno fa dal governo. “Noi pensiamo di avere dato un grosso aiuto alla realizzazione di una delle prime riforme voluta dal governo, quella sulle popolari, che implicitamente parlava di un consolidamento del sistema”.

NIENTE LICENZIAMENTI – A sciogliere i dubbi attorno al processo di fusione, è intervenuto anche il ceo di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, sottolineando che “non ci sarà nessun licenziamento e nessun problema sul piano dei dipendenti. Nessun intervento che potrà disturbare i colleghi che sono un asset fondamentale per il gruppo”.

L’AUMENTO DI CAPITALE –
Il nome del nuovo gruppo? “Non ci abbiamo ancora pensato: pensavamo a una normale fusione dei due nomi, ma se qualche consulente ha una proposta migliore, saremo aperti a varie alternative”. In vista dell’aumento di capitale, inoltre, Saviotti ha tenuto a precisare che “di fronte a una presa di posizione che non offriva alternativa abbiamo preso la decisione di andare incontro alle esigenze del regolatore perché riteniamo che l’operazione fosse così importante che non fosse il caso di perdere l’opportunità”. La richiesta, “mi sembra tuttora eccessiva ma faremo l’aumento di capitale da un miliardo di euro” che “entrerà in cassa prima della fusione”.

LE REAZIONI IN BORSA – Se gli analisti sembrano positivi sulla fusione in atto, il mercato quest’oggi è perplesso. Gli investitori non sembrano entusiasti, giudicando la governance confusa e le sinergie modeste rispetto alla richiesta di nuovi capitali (qui la notizia). E a Piazza Affari Bpm perde per il momento il 3,52% a 65,88 centesimi di euro per azione, mentre Banco Popolare oscilla sul -3,37% a 7,035 euro per azione.

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