Il datore di lavoro non versa il Tfr? Interviene il fondo di garanzia

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di Marco Muffato 25 Marzo 2016 | 06:37
La tutela riguarda i lavoratori subordinati che risultino iscritti a una delle forme pensionistiche complementari iscritte all’Albo Covip oppure a una forma pensionistica complementare individuale.

Domanda. Un mio cliente sta versando dal 2007 i contributi al fondo pensione di categoria. Il datore di lavoro versa la sua quota e la quota del suo Tfr. Con la crisi, ha paura del crack della sua azienda e quindi di perdere i versamenti nel fallimento. So che esiste un fondo di garanzia, ma funziona?


Risposta. Il fondo funziona, anche se ci sono voluti quasi tre decenni per farlo entrare in funzione. La circolare Inps numero 23 del 22 febbraio 2008 ha reso operativo il Decreto Legislativo 80 del 1992, che aveva a sua volta recepito la Direttiva 80/987/CE del 1980, istituendo presso l’Inps un apposito fondo di garanzia che viene alimentato dalle aziende tramite un contributo pari al 10% delle somme destinate alla previdenza integrativa. Se occorre, l’Inps rimborsa ai fondi pensione le somme non versate dal datore di lavoro colpito da fallimento o assoggettato ad altra procedura concorsuale. Il fondo copre il contributo del datore di lavoro, il contributo del lavoratore che il datore di lavoro abbia trattenuto in busta paga ma non versato e anche la quota di Tfr che il datore di lavoro abbia trattenuto e non versato.
La garanzia riguarda i lavoratori subordinati che, all’atto della presentazione della domanda, risultino iscritti a una delle forme pensionistiche complementari iscritte all’albo Covip oppure a una forma pensionistica complementare individuale. Il lavoratore, o un suo avente causa, deve presentare la domanda per l’intervento del fondo di garanzia alla sede Inps competente.
Come per qualsiasi altro fondo di indennizzo, vedi il fondo interbancario di tutela dei depositi, l’iniziativa si rivela concreta nel caso in cui i numeri dei dissesti delle aziende restino nell’ambito della normale attività economica, seppur gravata da una prolungata crisi. Se invece i default divenissero di una consistenza ben superiore la soglia di sostenibilità per un’economia, non ci sarebbe fondo che tenga. Insomma, la garanzia esiste fino a quando riesce a far fronte a una condizione che rientri nei normali parametri di una crisi.
 
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