Boco (Enasarco)/2: “Silenti, la soluzione costa un miliardo”

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di Marco Muffato 5 Aprile 2016 | 10:00
La seconda parte dell’intervista a Brunetto Boco, presidente uscente di Enasarco. Che si sofferma sui difficili rapporti con l’Anasf e con il mondo degli ex promotori finanziari.

RELAZIONI COMPLICATE – Ecco la seconda parte della intervista concessa dal presidente uscente di Enasarco Brunetto Boco (nella foto) a Bluerating.com. In primo piano i rapporti problematici con l’Anasf e l’universo degli ex promotori finanziari, il nodo dei silenti (cioè degli iscritti che non hanno maturato il diritto al trattamento previdenziale) e la battaglia elettorale in corso.  

Anasf l’accusa di avere sempre snobbato i promotori finanziari – ora consulenti finanziari – e di non aver mai accettato un vero dialogo se non prima delle attuali elezioni. E’ così?
C’è un equivoco di partenza, prima della riforma dello statuto che io ho voluto e che questo Cda ha fatto, il Cda veniva nominato secondo le seguenti modalità: il Ministero del lavoro indicava al presidente quelle che erano le associazioni sindacali degli agenti e le case mandanti maggiormente rappresentative. In queste comunicazioni l’Anasf non era ricompresa: ed è comprensibile in quanto l’Anasf non è un sindacato ma una associazione professionale che svolge sì una funzione di lobby ma non è firmataria di accordi economici e sindacali di qualsiasi tipo. Quindi mai avrei potuto chiedere all’Anasf di designare un proprio membro: sarebbe stato illegittimo fare altrimenti. Con il vecchio statuto non potevo agire diversamente. 
Al di là del rispetto di statuti e regolamenti, forse un po’ più di dialogo con una categoria quantitativamente molto importante per Enasarco come gli ex promotori finanziari ci poteva essere, non le pare?
Ho tenuto rapporti informali con l’Anasf per un periodo ma poi mi sono accorto che tali rapporti venivano usati per rivendicare, attraverso una nuova legge che doveva istituire l’Albo dei consulenti finanziari, l’uscita i promotori finanziari da Enasarco costituendo una specifica cassa ad hoc. Tentativo che è stato portato avanti fino alla legge di Stabilità 2016 ma che è fallito visto che la nuova legge istitutiva dell’Albo ha confermato che ex pf anche nella nuova denominazione di consulenti finanziari mantengono tutti gli obblighi previdenziali, compresa l’iscrizione alla cassa Enasarco. Quindi questa critica la respingo nella maniera più netta: tra l’altro, è soprattutto grazie al sottoscritto se gli ex promotori finanziari possono votare. 
C’è un problema sospeso, posto dall’Anasf e non solo, quello annoso dei silenti…
Un miliardo di euro circa, tanto costa affrontare il problema dei silenti ovvero di restituire i contributi a coloro che hanno versato per meno di 20 anni non potendo così ottenere il minimo di trattamento. Questo miliardo per uscire deve entrare e non può essere preso dal patrimonio Enasarco che serve a pagare le pensioni per 5 anni nel caso la cassa vada in default. Quindi dove prendere questo miliardo? Si può ricavare solo caricando chi paga i contributi e in parte riducendo le prestazioni. Questo significa che si va a fare un danno a quelli che hanno maturato i diritti per ottenere le prestazioni. I silenti tra i pf sono 1.000 su 25.000 che pagano i contributi mentre i pensionati sono circa 500. 
Dica la verità: punta ancora alla presidenza…
Non sono candidato a niente. In questa fase sto ultimando il mio incarico insieme a tutti i membri del Cda per assicurare la continuità amministrativa in base alle norme statutarie e tutti noi nel momento in cui verrà eletto il nuovo Cda lasceremo il campo libero. Per quanto riguarda la Uiltucs (di cui lo stesso Boco è segretario generale. N.d.g.) ha presentato una lista equilibrata tra agenti di commercio, consulenti finanziari e agenti in attività finanziaria. Il passo successivo, la composizione del Cda dipende dal risultato delle liste. Chi si è candidato a Cda e presidenza quindi ha fatto una forzatura. Gli organi successivi devono essere frutto di un accordo tra le diverse componenti che voteranno il consiglio di amministrazione. Il programma? A giudizio vanno innovato le politiche di welfare a sostegno dei diversi iscritti e contribuenti ad Enasarco, bisogna sostenere chi già opera con aggiornamento professionale ad hoc, bisogna poi dare una assistenza sanitaria all’altezza dei tempi. Pensiamo, infine, a una Enasarco Card che preveda agevolazioni per i contribuenti dell’Ente. 
 

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