Foti (FinecoBank): “Pronti a espanderci in Gran Bretagna”

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Andrea Telara di Andrea Telara 12 Aprile 2016 | 13:27
Nel Regno Unito verranno lanciati servizi bancari e finanziari ma senza realizzare una rete fisica. Nel giorno dell’assemblea annuale,l’amministratore delegato della banca illustra a Bluerating.com tutti i piani di sviluppo.

CRESCITA PER LINEE INTERNE – “La nostra rete di consulenti? Continuerà a crescere con circa 100-140 ingressi all’anno ma soprattutto si svilupperà per linee interne, cioè aumentando il numero dei clienti dei professionisti che già lavorano con la banca o incrementando le masse gestite da ognuno di loro”. Parola di Alessandro Foti, amministratore delegato di FinecoBank, intervistato oggi da Bluerating, al termine dell’assemblea annuale che ha approvato il bilancio 2015. Lo scorso esercizio si è chiuso per Fineco con un utile netto di 191 milioni di euro, il più alto della storia della società, in crescita del 27% rispetto all’anno precedente. Il dividendo sarà invece pari a 25,5 centesimi per azione con un pay-out ratio (cioè una quota di utili distribuita agli azionisti in rapporto ai profitti totali, pari a oltre l’81%). Ma non sono stati tanto i numeri del bilancio 2015, già noti da tempo, a tenere banco nell’assemblea odierna di Fineco, seguita dalla nostra testata. L’appuntamento di oggi è stato infatti anche l’occasione per Foti di fare il punto sui piani di sviluppo della società, anche rispondendo alle domande di un socio.

FEE ONLY IN CRESCITA –“Crediamo che un modello di crescita basato sul rafforzamento della rete già esistente, senza troppi reclutamenti esterni, sia quello più sano”, ha detto ancora Foti, “poiché l’allargamento eccessivo a nuovi consulenti finanziari comporta comunque dei costi, che possono diventare insostenibili quando i mercati finanziari non sono particolarmente tonici”. Il numero uno di Fineco Bank ha anche fatto qualche riflessione sui professionisti della società (financial adviser) che operano con il modello delle fee-only, cioè sono remunerati esclusivamente dalle parcelle pagate dai clienti e senza commissioni di retrocessione da parte delle sgr. “Siamo stati la prima banca in Italia a sposare questo modello già nel 2007”, ha aggiunto ancora l’a.d. di FinecoBank, ricordando che la “fetta” di asset gestiti dai financial adviser della società con la modalità fee-only ha superato ormai la soglia di ben 4,5 miliardi di euro, su totale di 26 miliardi. “Questa quota”, ha detto Foti, “è destinata di sicuro a incrementarsi, anche se non voglio fare previsioni precise e rilasciare cifre dettagliate”. Tuttavia, per l’amministratore delegato di FinecoBank il modello di consulenza “a parcella”, completamente libera dal rischio di conflitti di interesse, riceverà una spinta decisiva dall’entrata in vigore della direttiva Mifid 2, che obbligherà chi vende i prodotti finanziari a esplicitare con maggior trasparenza tutte le commissioni e le voci di costo che gravano a sul cliente, facendo così emergere anche quelle che adesso non sono proprio evidenti agli occhi dei risparmiatori.

SBARCO IN GRAN BRETAGNA – Sempre durante e a margine dell’assemblea dei soci, Foti ha parlato dei già annunciati progetti di Fineco di espansione in Gran Bretagna. Da pochi giorni, infatti, la società ha ottenuto l’autorizzazione dalla Banca d’Inghilterra a operare sul mercato d’Oltremanica, dove verranno lanciati servizi bancari e finanziari senza però una “rete fisica” sul territorio. “Vogliamo far leva sulla nostra piattaforma di servizi  esistente in Italia”, ha affermato l’a.d di Fineco, “senza una presenza  estesa sul suolo britannico”. L’obiettivo è dunque penetrare nel Regno Unito con una struttura “leggera” e poco costosa, in un mercato dei servizi finanziari molto avanzato come quello del regno Unito dove, tra l’altro, la comunità italiana è molto folta e annovera tra le proprie fila circa 500mila persone.

UNDICI CONSULENTI AL TOP – L’assemblea di Fineco ha approvato anche il Sistema di incentivazione 2016 che, come richiesto dalle autorità di vigilanza nazionali ed internazionali, prevede il riconoscimento di un “bonus” in denaro o in azioni ordinarie gratuite a una parte del personale in base alle performance raggiunte tra il 2017 e il 2022. Nell’ambito del sistema di incentivazione per i personal financial adviser (Pfa), invece, ci sono 11 consulenti finanziari della società che beneficeranno del “piano di bonus”, essendo stati classificati come “personale più rilevante” in base a due requisiti: hanno una retribuzione totale (ricorrente e non ricorrente) superiore a 750mila euro annui e hanno un portafoglio complessivo pari o superiore al 5% del masse totali associate alla rete della banca.

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