Intesa Sanpaolo, Bazoli inaugura la nuova era

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Chiara Merico di Chiara Merico 27 Aprile 2016 | 06:38
A quasi 84 anni il professore bresciano presiede la sua ultima assemblea, chiamata a nominare il nuovo cda. Resterà come presidente emerito.

PRESIDENTE EMERITO – Con l’assemblea di oggi Giovanni Bazoli chiude una carriera ai vertici del mondo italiano del credito: dopo il saluto ai consiglieri di qualche giorno fa, oggi il professore bresciano presiede la sua ultima assemblea di Intesa Sanpaolo, chiamata ad approvare il bilancio e nominare il nuovo consiglio di amministrazione. A quasi 84 anni Bazoli lascia la carica di presidente del consiglio di sorveglianza e quindi i ruoli operativi al vertice dell’istituto, e resterà come presidente emerito.

CARRIERA ULTRAQUARANTENNALE – Avvocato, professore all’Università Cattolica, Bazoli vanta una lunghissima carriera. La prima esperienza è di oltre 40 anni fa, nel 1974, quando entra nel cda della banca bresciana San Paolo e ne diventa vicepresidente. Ma la svolta arriva nel 1982 quando viene chiamato a tentare il salvataggio del Banco Ambrosiano, il più importante gruppo bancario privato d’Italia, travolto dallo scandalo di Roberto Calvi. Le quattro banche private e le tre pubbliche che si fanno carico del subentro, su indicazione del ministro del Tesoro Nino Andreatta e del governatore di Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi, affidano le redini dell’istituto a Giovanni Bazoli, che ne diviene presidente, guidando la ricostruzione e il rilancio dell’istituto e contribuendo altresì, nello svolgimento di tale incarico, al salvataggio dal fallimento, nel 1986, del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Risanato il Banco Ambrosiano, inizia la fase delle aggregazioni. Alla fine del 1989 il Nuovo Banco Ambrosiano e la controllata Banca Cattolica del Veneto si fondono per creare il Banco Ambrosiano Veneto. Seguono aggregazioni più piccole (Banca di Trento e Bolzano, Banca Vallone, Citibank Italia, la Società di Banche Siciliane e la Banca Massicana) e l’acquisto di Caboto attiva nell’intermediazione mobiliare. Nel 1997 una nuova svolta dimensionale: il Banco Ambroveneto procede all’acquisto di Cariplo, la maggiore cassa di risparmio mondiale. Dall’integrazione tra i due gruppi bancari nasce Banca Intesa, che annovera tra i propri principali soci il Credit Agricole Indosuez, Alleanza Assicurazioni del gruppo Generali, la Fondazione Cariplo. Nel corso del 1998 Banca Intesa sviluppa ulteriormente la sua crescita, acquisendo la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e la Banca Popolare Friuladria. Nel 1999 Banca Intesa acquisisce il controllo della Banca Commerciale Italiana, diventando per dimensioni operative e presenze territoriali il primo gruppo bancario in Italia e posizionandosi tra i primi dodici nell’area dell’Euro. Nel corso del 2006 si realizza l’ultima grande operazione di fusione con la terza banca del Paese, il San Paolo Imi. Bazoli diventa presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo.

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