Giuliani: “Il titolo Azimut a 50 euro in 4 anni”

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di Andrea Telara 2 Maggio 2016 | 12:44
Presentando un nuovo fondo per le pmi, il n.1 della società si dichiara fiducioso sulle prospettive delle azioni e anticipa qualche dato di bilancio: utile trimestrale in calo ma raccolta record ad aprile.

OBIETTIVO 50 EURO – Un rialzo del prezzo delle azioni fino a 50 euro in 4 anni. E’ l’augurio e anche l’obiettivo di Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut, che oggi ha preso parte alla presentazione di un nuovo fondo chiuso della sua società, destinato a sostenere le piccole e medie imprese italiane (pmi) d’eccellenza. La scorsa settimana, va ricordato, è partita l’operazione Call sui titoli di Azimut. I 114 aderenti al patto di sindacato della società hanno deciso di puntare 4,6 milioni di euro per acquistare opzioni call, aventi come sottostanti le azioni di Azimut, con un prezzo di esercizio (strike price) di 30 euro e una durata fino al 2020. Giuliani e soci sono però confidenti che i titoli della società (che oggi valgono quasi 22 euro) arrivino ben più in alto, toccando appunto quota 50 euro. “Se il valore delle azioni non supererà abbondantemente il livello di 30 euro, avremo perso gran parte del capitale investito”, ha detto Giuliani, rivendicano così la buona volontà di chi ha realizzato questa operazione.

UTILE IN CALO MA RACCOLTA RECORD – Durante la presentazione del nuovo fondo chiuso per le pmi, Giuliani ha anticipato qualche dato sul primo trimestre 2016. Nel periodo gennaio-marzo 2016, l’utile del gruppo è stato “mortificato” dal crollo delle commissioni di performance, che sono state pressoché nulle per effetto del cattivo andamento dei mercati finanziari. Il co-direttore generale Paolo Martini, però, ha anticipato un dato su aprile, che è di segno opposto: nel mese che si è appena concluso, infatti, la società ha registrato una raccolta netta positiva per circa 1 miliardo di euro, di cui il 70% è stato realizzato in Italia. Si tratta di un livello-record, mai toccato in passato dal gruppo nell’arco di soli 30 giorni, fatta eccezione per alcuni periodi in cui la raccolta è cresciuta notevolmente per effetto di acquisizioni e l’ingresso di nuove società nel perimetro del bilancio consolidato del gruppo.

NUOVO FONDO PER LE PMI –Azimut ha annunciato oggi anche una nuova iniziativa nell’ambito del progetto Libera Impresa, avviato nel 2014 a sostegno del sistema imprenditoriale del nostro paese. Attraverso la controllata del gruppo Azimut Global Consueling, verrà infatti creato un nuovo fondo chiuso che ha l’obiettivo di raccogliere 150 milioni di euro, da impiegare poi in pre-booking company, cioè in veicoli di investimento creati per convogliare i capitali finanziari verso piccole e medie aziende italiane d’eccellenza, da quotare poi in borsa. Questo nuovo fondo chiuso, a cui si accede con un capitale minimo di 500mila euro, si chiama Ipo Club e sarà il principale investitore di queste pre-booking company, con una quota del 30%. Il restante 70% preverrà invece raccolto tra investitori qualificati, che saranno interessati di volta in volta alle singole operazioni.

LIBERA IMPRESA 2.0 -  Attraverso queste strutture che coinvolgono altri soggetti, ci sarà dunque la possibilità di mettere a disposizione del sistema imprenditoriale italiano una cifra ben superiore ai 150 milioni di euro di dotazione del fondo, arrivando ad almeno 450milioni. La nascita di Ipo Club avviene in partnership con il Gruppo Electa, società d’investimento fondata da Simone Stocchi, tra i pionieri in Italia nella realizzazione delle Spac (Special Purpose Acquisition Company), veicoli di investimento costituiti specificatamente per raccogliere capitale ed effettuare operazioni di fusione o acquisizione di aziende. “Con Ipo Club, si apre la seconda fase del nostro progetto Libera Impresa, che ci ha visto raccogliere 250 milioni, di cui 100 milioni già investiti nel sostegno di 155 aziende di eccellenza”, ha affermato Martini. “Ipo Club si propone come interlocutore, unico e stabile per la media impresa eccellente che vuole accedere ai capitali e sviluppare piani di espansione” ha detto invece Stocchi. Secondo il fondatore e managing partner di Electa, bisogna lavorare affinché i risparmi degli italiani vengano investiti nelle medie aziende di qualità, che sono stete e sono l’ossatura su cui si appoggia il benessere del nostro paese.

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