Popolare di Vicenza sotto il torchio della Bce

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di Andrea Telara 17 Giugno 2016 | 07:33
Secondo Repubblica, gli ex-vertici dell’istituto veneto sono accusati dalla Banca Centrale Europea di aver rifilato titoli troppo rischiosi a 58mila clienti.

BIDONI ALLO SPORTELLO – Titoli venduti “adottando un approccio non in linea con le normative Mifid”. E’ l’accusa rivolta dagli ispettori della Banca Centrale Europea (Bce) agli ex-vertici della Popolare di Vicenza. Questo, almeno, è quanto riporta il quotidiano Repubblica, secondo cui il management guidato dall’ex-presidente Gianni Zonin e dall’ex-amministratore delegato Samuele Sorato avrebbero rifilato una montagna di titoli rischiosi, frutto dell’aumento di capitale della popolare vicentina, a 58mila clienti ignari della tipologia di strumenti finanziari che stavano acquistando. I questionari della Mifid, obbligatori per tracciare il profilo di rischio dei clienti, per la Bce sarebbero stati infatti sapientemente manipolati per piazzare le azioni frutto dell’aumento di capitale della banca veneta, il cui valore è poi colato a picco nei mesi successivi.

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