Ocf, un consulente finanziario su due ha più di 50 anni

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di Marco Muffato 23 Giugno 2016 | 13:00
I giovani fanno fatica ad emergere in una attività dove l’87% dei professionisti ha una età che oscilla tra i 40 e i 65 anni. E’ tra le informazioni più interessanti contenute nella Relazione 2015 dell’Organismo dei cf che dice anche…

INDICATORI POSITIVI – La professione ritrova appeal nella nuova denominazione di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. Dalla Relazione 2015 di Ocf emergono dati interessanti sull’accesso all’attività: è stato infatti raggiunto il nuovo record di domande di iscrizione alle prove valutative (6.421) con 2.145 idonei, mai così numerosi da quando è operativa Ocf (nella precedente dizione di Apf dal 2009). Il saldo complessivo tra i provvedimenti di iscrizione e quelli di cancellazione deliberati nell’anno è stato positivo, sebbene gli ingressi nell’albo, pari a 3.583, siano diminuiti rispetto al picco toccato nel 2014 (5.110). Per il secondo anno consecutivo si è registrato un numero di consulenti finanziari iscritti all’albo superiore a quello dell’anno precedente con un incremento del + 2,8%. Dal punto di vista qualitativo tale risultato è ritenuto da OCF espressione di diversi fattori. “Da un lato”, si legge nel documento Ocf, “prosegue il processo di consolidamento della categoria e l’opera di razionalizzazione avviata dagli intermediari autorizzati da diversi anni. Se si guarda, ad esempio, ai provvedimenti di cancellazione su domanda dell’interessato adottati nel 2015, si rileva che circa il 70% si riferisce a consulenti inattivi da almeno sei mesi (46,8%) ovvero che non hanno mai avuto un mandato (22,2%).  “Dall’altro”, prosegue la Relazione 2015 “trova conferma uno dei fenomeni più recenti nel settore ossia il maggiore interesse degli istituti di credito verso il collocamento di prodotti e servizi tramite l’offerta fuori sede, fermo restando un approccio distributivo multicanale. L’alta incidenza dei consulenti dipendenti di banca, rilevata a partire dal 2013 e consolidata nel 2014, si registra anche nel 2015, in particolar modo, andando ad analizzare la composizione dei nuovi mandati che per il 75,6% si riferiscono a operatori con rapporto di lavoro dipendente”.  

NON E’ MESTIERE PER GIOVANI – Ai trend descritti si accompagna, ed è un andamento costante negli ultimi anni, l’invecchiamento della popolazione dell’albo, con un aumento progressivo dell’età media. La riduzione dei giovani consulenti che accedono e permangono nell’albo, in atto dal 2002 al 2014, sembra invece aver avuto una battuta di arresto. I consulenti under 30 nel 2015 rimangono ancora sotto il 2%, ma sono in leggero aumento rispetto al 2014 (+8,4%). È tuttavia prematuro parlare di inversione di tendenza, in considerazione delle difficoltà che i giovani sembrano aver incontrato sinora nel permanere nel settore, pur potendosi osservare sul mercato iniziative portate avanti dagli intermediari autorizzati di reclutamento e formazione di nuove giovani leve. Infatti, nel 2002 i consulenti finanziari under 30 erano oltre 9.000 mentre al 31 dicembre 2015 sono poco più di 900. D’altro canto la professione è appannaggio dei professionisti di maggiore esperienza il 48,9% dei cf iscritti all’albo ha più di 50 anni, il 38,0% ha tra 40 e 50 anni, l’11,3% ha tra 30 e 40 anni, l’1,7% ha meno di 30 anni.  

GLI ALTRI NUMERI DELL’ANNO – Al 31 dicembre 2015 erano 54.490 i cf iscritti all’albo, di cui 10.816 donne (19,8%) e 43.674 uomini (80,2%); sono 36.272 i cf che esercitano effettivamente la professione operando per soggetti abilitati (banche, sim, sgr) e 3.583 i nuovi consulenti iscritti all’albo nel 2015 a fronte dei 2.750 cancellati. Infine, il 58,7% dei CF iscritti all’albo risiede nelle regioni del nord, il 41,3% nel centro, sud e isole.

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