Un misero 20% di riparto per gli obbligazionisti La Veggia

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di Marco Muffato 1 Luglio 2016 | 10:34
Una storia di risparmio tradito del 2004 che è ancora lontana dalla soluzione e da un rimborso degno di questo nome ai possessori dei bond.

Domanda. Un cliente possiede obbligazioni La Veggia Finance S.A. 7,125% 2001-2004. Ha ricevuto due riparti molto scarsi e mi domanda di eventuali ulteriori pagamenti futuri. Ce ne saranno?

G.G., Bologna
 
Risposta. Siamo in grado di aiutare il lettore in maniera purtroppo parziale. E’ davvero complicato ottenere informazioni su quello che probabilmente è il default più nascosto e tormentato tra quelli che hanno interessato i bond nel decennio passato. Già a fine 2004 la società aveva prospettato la ristrutturazione del debito, convocando l’assemblea degli obbligazionisti per il 14 dicembre. La società di servizi Advicorp, per conto di alcuni portatori di obbligazioni, aveva convocato una contro-assemblea per il 6 dicembre, al fine ottenere migliori condizioni. Tutto si risolse in una bolla di sapone col primo piano approvato ma poi non attuato. Dopo anni di silenzio, ai primi del 2011 ecco apparire un nuovo progetto, questa volta di conversione dei bond in azioni. Il trustee, The Law Debenture Trust, depositò al Tribunale opposizione a causa dell’impossibilità di stimare il valore e la negoziabilità dei titoli ricevuti in concambio.
Un passo indietro: a fine 2006 la capogruppo La Veggia srl propose ai creditori della controllata La Veggia Finance, emittente delle obbligazioni, un accordo che prevedeva il pagamento del 34,1% del valore nominale dei titoli, pagato in due tranche fino al 2009. I portatori delle obbligazioni non poterono esprimersi per via di uno scambio di quote infra-gruppo: La Veggia srl e Ondulati La Veggia (garante del prestito) si erano infatti scambiate le quote di possesso di La Veggia Finance, passando dai precedenti rispettivi 90% e 10% alla situazione opposta. Non essendo più proprietaria di La Veggia Finance, La Veggia srl non chiese il parere degli obbligazionisti ma a Ondulati, che essendo esclusa dall’amministrazione straordinaria non aveva obbligo di interpellarli. Nemmeno quella volta si giunse a conclusione, perché nei primi mesi del 2008 intervenne il fallimento dell’intero gruppo. A oggi sono avvenuti due riparti parziali, la stima complessiva di rimborso agli obbligazionisti è del 20%. Per un bond finito in default nel 2004, davvero troppo poco.
 

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