Ivass: “Occhio alle polizze peer to peer”

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Andrea Telara di Andrea Telara 4 Luglio 2016 | 07:38
L’istituto di vigilanza sulle assicurazioni mette sotto i riflettori i gruppi di acquisto online di coperture contro i rischi. Che fanno risparmiare ma hanno diverse controindicazioni.

Friend Insurance o Guevara. Ecco i nomi di 2 operatori che all’estero stanno portando modelli di business innovativi nel settore assicurativo e che sono finite in questi giorni sotto i riflettori delle autorità italiane. L’Ivass, l’istituto che vigila sulle assicurazioni private, ha messo in guardia dai rischi legati ai servizi di queste società, che spesso sono una sorta di mutue assicurative in miniatura, sviluppate attorno a internet, dove un gruppo di amici e conoscenti può impegnarsi a coprirsi reciprocamente da determinati rischi (per esempio durante una partita amatoriale di calcetto). Come riporta il settimanale Milano Finanza, il presidente dell’Ivass e direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, ha detto che questi servizi hanno effetti dirompenti sul settore assicurativo (come Uber per i taxi o Airbnb per il comparto alberghiero) e offrono opportunità di risparmio ai consumatori. Tuttavia, secondo Rossi, c’è il rischio che tali modelli di business innovativi comportino anche un basso livello di tutela per gli assicurati.

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