Consob, l’Acf stoppa i ricorsi contro Bpvi e Veneto Banca

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 20 Settembre 2017 | 11:42
Il Collegio dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) ha deciso di dichiarare inammissibili i ricorsi pervenuti dopo il 19 luglio. E spiega perché.

Avviso agli investitori: il Collegio dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), istituito dalla Consob con delibera 19602 del 4 maggio 2016 per la risoluzione delle controversie tra investitori retail e intermediari, ha deciso di dichiarare inammissibili i ricorsi pervenuti dal 19 luglio a oggi e quelli che dovessero pervenire in futuro nei confronti di Banca Popolare di Vicenza SpA in liquidazione coatta amministrativa e di Veneto Banca SpA in liquidazione coatta amministrativa. Questo a valle di cinque considerazioni.

Innanzitutto, il Collegio dell’Acf ha “preso atto che è stato assunto dalla Banca centrale europea, su proposta della Banca d’Italia, il provvedimento di revoca, a far data dal 19 luglio 2017, dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria da parte di Banca Popolare di Vicenza SpA in liquidazione coatta amministrativa e di Veneto Banca SpA in liquidazione coatta amministrativa”. Poi, ha valutato “gli effetti da ciò eventualmente conseguenti con riguardo ai ricorsi attualmente pendenti dinanzi all’Arbitro per le controversie finanziarie, nonché ai ricorsi che dovessero essere presentati in futuro dagli investitori nei confronti dei soggetti destinatari dei provvedimenti di cui sopra”.

Ancora: ha ritenuto “non sussistenti, con riguardo ai ricorsi presentati all’Acf prima del 19 luglio scorso e stante il quadro normativo di riferimento, elementi preclusivi alla prosecuzione dei procedimenti attualmente pendenti fino all’adozione della relativa decisione, e ciò anche alla luce del principio per cui la sussistenza della potestà decisoria dell’Acf deve essere valutata sulla base della situazione esistente alla data della domanda”.

Ultime due valutazioni: il collegio ha considerato che, “per effetto dei provvedimenti di cui sopra e a valere dal 19 luglio scorso, Banca Popolare di Vicenza SpA in liquidazione coatta amministrativa e Veneto Banca SpA in liquidazione coatta amministrativa non possono più ritenersi quali intermediari tenuti all’obbligo di adesione al sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie amministrato dall’Acf” e ha “rilevato che, ai sensi del medesimo regolamento, ciò ha quale effetto l’inammissibilità dei ricorsi presentati nei confronti dei predetti soggetti dal 19 luglio 2017 ad oggi e quelli che dovessero essere presentati in futuro, e ciò proprio in quanto in tali casi risulta insussistente, alla data della domanda, uno dei presupposti – ovverosia la qualità di intermediario aderente al sistema Acf – su cui si fonda la potestà decisoria dell’Arbitro“.

Stante tutto ciò, il collegio dell’Arbitro per le controversie finanziarie ha assunto l’orientamento di “proseguire i giudizi attualmente pendenti, fino all’adozione della relativa decisione finale, ove avviati dagli investitori nei confronti di Banca Popolare di Vicenza SpA in liquidazione coatta amministrativa e di Veneto Banca SpA in liquidazione coatta amministrativa mediante la presentazione di ricorsi pervenuti all’Acf entro il 18 luglio scorso” e di dichiarare invece inammissibili “i ricorsi pervenuti all’Acf dal 19 luglio scorso ad oggi e quelli che dovessero pervenire in futuro”.

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