Shaw (Syz Am): “Tutta la forza di Azimut”

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di Andrea Telara 2 Agosto 2016 | 11:40
In un report, la portfolio manager del fondo Oyster European Mid & Small Cap loda i fondamentali della società guidata da Pietro Giuliani.

CRESCITA E INDIPENDENZA – Le banche italiane sono in difficioltà? Meglio allora guardare a un’altro settore che invece continua a essere fiorente. E’ quello delle gestioni patrimoniali che raccoglie le “lodi” di Claire Shaw, portfolio manager del fondo Oyster European Mid & Small Cap (Syz Asset Management), la quale ha pubblicato un commento pieno di apprezzamenti per una società in particolare: il Gruppo Azimut guidato da Pietro Giuliani “che”, scrive Shaw, “ha generato coerentemente afflussi netti superiori rispetto al suo settore, essendo sostenuto dalla solidità e dalla produttività della sua rete di consulenti finanziari e dal lancio di nuovi prodotti innovativi. “L’unicità di Azimut”, continua ancora Shaw “risiede nella sua indipendenza da qualsiasi gruppo bancario o assicurativo e nel suo modello di business a integrazione verticale. La società realizza e gestisce i prodotti internamente e vanta inoltre una propria rete di distribuzione”. Con i suoi oltre 1.500 consulenti, il gruppo di Giuliani coltiva solide relazioni personali con la propria clientela.

RESPIRO INTERNAZIONALE – Shaw apprezza anche il posizionamento internazionale di Azimut. “Mentre la società continua ad ampliare la propria attività in Italia”, ricorda la portfolio manager, “sta anche ponendo le basi per la sua successiva crescita. Azimut mira all’espansione internazionale e ha acquisito piccole imprese in paesi come Turchia, Brasile, Messico e Cina”. Inoltre la strategist di Syz Am ricorda la levata quota di liquidità di Azimut, pari a circa 600 milioni di euro. Di questi, 200 milioni verranno utilizzati per corrispondere il dividendo per il 2015 e altri 400 milioni potrebbero essere impiegati per fusioni e acquisizioni o in riacquisti di azioni. Sebbene il segmento International rappresenti per il momento una parte relativamente piccola dell’attività del gruppo, il management di Azimut ha stabilito l’obiettivo secondo cui, entro il 2019, almeno il 10% degli attivi in gestione proverrà dall’estero. Nel lungo termine, dunque, è ambizione di Giuliani e soci integrare la propria attività sul mercato domestico con una presenza in determinate aree a crescita più rapida. Anche per questa ragione, dunque, Azimut incassa gli elogi di Shaw.

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