Sorpresa robo-advisor: a usarli di più sono i clienti di fascia alta

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Avatar di Redazione 5 Ottobre 2016 | 09:48
Lo rivela una survey di MyPrivateBanking Research dal titolo “Investors’ Attitudes towards Robo-Advisors – Evidence from the US and the UK”.

LA SURVEY – I servizi di consulenza digitale saranno adottati solo dagli investitori di fascia medio-bassa come pronosticato da istituti di ricerca e accademici? Niente affatto. Almeno secondo quanto emerge da una survey di MyPrivateBanking Research dal titolo “Investors’ Attitudes towards Robo-Advisors – Evidence from the US and the UK“, per la cui realizzazione sono stati intervistati 600 investitori affluent e high net worth negli Stati Uniti e Gran Bretagna. Il mercato pare quindi andare in direzione opposta rispetto alle previsioni, sfatando così quello che può ormai essere definito il falso mito che la consulenza automatizzata possa attrarre solo l’interesse di una clientela interessata a ridurre il più possibile i costi.

POTENZIALE RICONOSCIUTO – La maggior parte degli intervistati, più del 70%, riconosce infatti il potenziale dei robo-advisor e dei servizi d’investimento automatizzati al fine di aggiungere valore ai loro servizi di wealth management. In particolare l’adozione di strumenti di online wealth management sta avvenendo più rapidamente proprio da parte della clientela di fascia altissima: il 43% degli high net worth individual (coloro il cui patrimonio supera il milione di dollari) già li utilizza, contro il 17% dei clienti mass affluent.

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