Poste Italiane, cambiamenti in vista nella rete dei cf

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Con l’arrivo della Mifid 2, il gruppo guidato da Matteo Del Fante comunica ai sindacati la necessità di avere personale qualificato con laurea, diploma o con una lunga esperienza alle spalle nella vendita di prodotti d’investimento. I sindacati “chiediamo un confronto”.

Andrea Telara di Andrea Telara14 novembre 2017 | 11:27

Un incontro e un confronto con i vertici dell’azienda. E’ la richiesta che tutte le maggiori sigle sindacali rappresentative dei dipendenti di Poste Italiane hanno avanzato nei giorni scorsi, con due “missive” indirizzate a Daniele Giovanni Nardone, responsabile delle relazioni industriali del gruppo. La questione sul piatto riguarda la rete di consulenti finanziari di Poste Italiane che, in vista dell’arrivo della direttiva europea Mifid 2, da gennaio dovrà subire di sicuro qualche cambiamento (si veda il documento in fondo all’articolo) Di quali cambiamenti si tratta?

Nello specifico, c’è la possibilità che una parte del personale addetto alla vendita di prodotti finanziari e alla consulenza sugli investimenti non continui a svolgere queste funzioni se non è in possesso di una laurea o di un diploma di scuola superiore. Chi ha soltanto la licenza media dovrà infatti avere alle spalle almeno 10 anni di esperienza in materia di vendita di prodotti finanziari, in modo rispettare le prescrizioni della Mifid (che impongono la presenza negli uffici di personale qualificato che offre consulenza sugli investimenti, una professione non proprio alla portata di tutti).

Per questo, le maggiori sigle sindacali dell’azienda, (Slc Cgil, Uil Poste e Slp Cisl più altre organizzazioni autonome) hanno chiesto di incontrare i vertici della società per un chiarimento. Cosa cambierà nell’organico degli addetti alla consulenza finanziaria di Poste Italiane? Questa è la domanda che si pongono le sigle dei lavoratori visto che, come documentato da Bluerating in un’inchiesta dell’estate 2016, ci sono diversi dipendenti del gruppo che hanno alle spalle una formazione non proprio da esperti di finanza, trattandosi di ex-postini e, più in generale, di addetti alla corrispondenza.

Altra domanda: cosa accadrà ai consulenti finanziari quando risulteranno essere possesso soltanto di una licenza media e non avere almeno 10 anni di esperienza alle spalle nella vendita di prodotti di investimento? E’ il secondo interrogativo che farà da sfondo al prossimo confronto con l’azienda richiesto dai sindacati sulla Mifid 2. “Va detto, afferma Pierluigi Dacco’, segretario della Slc Cgil della Lombardia, “che negli ultimi due anni le strutture dedicate alla consulenza finanziaria di Poste Italiane si sono dotate di personale con qualifiche di maggior livello”. Secondo il sindacalista, infatti, lo spostamento nell’area della consulenza finanziaria di personale addetto in precedenza alla corrispondenza è stato un fenomeno manifestatosi prevalentemente fino al 2013-2014 e si è ridotto negli anni successiv.i

“Sta di fatto”, aggiunge Dacco’, “che un nostro confronto con l’azienda è comunque auspicabile, per capire i cambiamenti all’orizzonte o gli eventuali percorsi formativi da mettere in atto”. Che ci sia il bisogno di fare qualche ritocco, del resto, è lo stesso Gruppo Poste Italiane a dirlo, con la nota informativa inviata ai sindacati di cui Bluerating pubblica qui sotto un estratto.


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