Consulenti, istruzioni per l’uso sullo spesometro

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 28 Novembre 2017 | 09:36
Come funziona (se funziona) il contestatissimo strumento anti-evasione dell’Agenzia delle Entrate.

Polemiche a non finire per il nuovo spesometro, da inviare
su base semestrale per il 2017 e trimestrale a partire dal prossimo anno, per il quale l’Agenzia delle Entrate non ha messo a disposizione alcun software gratuito per procedere con l’invio telematico, a eccezione di una complessa procedura su fatture e corrispettivi, il cui funzionamento ha subito anche una sospensione ed evidenziato un grave problema di privacy. Alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute sono da quest’anno tenuti tutti i soggetti passivi Iva, tra cui gli stessi consulenti finanziari.
Chi non rispetta le scadenze, per quest’anno fissate per il primo e secondo trimestre al 16 settembre (data poi slittata al 16 ottobre), e per il terzo e quarto trimestre al
 28 febbraio 2018, sono previste sanzioni pari a 2 euro per fattura non trasmessa o trasmessa in modo errato, fino a un massimo
di mille euro, con una riduzione del 50% se la trasmissione è effettuata non oltre 15 giorni dalla scadenza. Ma quest’anno, secondo quanto dichiarato dal viceministro all’Economia Luigi Casero in caso di “obiettive difficoltà” per errori “meramente formali”, l’Agenzia delle Entrate potrebbe non applicare alcuna sanzione.

Nello spesometro non vanno inseriti i documenti diversi dalle fatture come scontrini, schede carburanti e ricevute fiscali, piuttosto che le fatture trasmesse mediante il sistema di interscambio. Altra novità per i soggetti passivi Iva è l’obbligo di comunicazione dei dati di liquidazione Iva, che può essere omessa solo nel caso
in cui nel trimestre non si sia effettuata alcuna operazione attiva o passiva. La liquidazione va invece effettuata anche nel caso in cui la liquidazione sia a credito. In questo caso si deve comunicare
il totale delle operazioni attive
e di quelle passive, entrambe al netto di Iva, l’Iva esigibile, l’Iva detratta e l’Iva dovuta o a credito. Vanno pure comunicati il debito- credito del periodo precedente, gli interessi dovuti per la liquidazione trimestrale, l’acconto Iva e l’importo da versare. In questo caso le scadenze sono state così fissate: il 31 maggio la dichiarazione relativa al primo trimestre, il 18 settembre per i dati del secondo trimestre, il 30 novembre i dati del terzo trimestre, il 28 febbraio del prossimo anno i dati del quarto trimestre 2017. In caso di omessa, incompleta o infedele dichiarazione, la sanzione varia da 500 a 2mila euro, ridotta del 50% se la comunicazione viene fatta non oltre 15 giorni dalla scadenza.

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