Poste Italiane, così si riorganizza la rete dei cf

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di Andrea Telara 11 Dicembre 2017 | 09:11
Raggiunto un accordo preliminare tra azienda e sindacati. I dipendenti che non hanno i requisiti per svolgere attività di financial advisory saranno ricollocati ad altre mansioni.

Si sono incontrati il 7 dicembre scorso e si rivedranno alla fine del mese. Intanto, però, la dirigenza di Poste Italiane e i sindacati hanno già raggiunto un accordo preliminare su come riorganizzare la rete dei cf in vista dell’arrivo della Mifid 2, la seconda versione della direttiva europea sui servizi finanziari che entrerà ufficialmente in vigore il 3 gennaio. Nelle scorse settimane (si clicchi qui la notizia riportata da Bluerating.com) era emerso che circa il 5% del personale del gruppo oggi addetto alla consulenza finanziaria possiede soltanto la licenza media e non ha un numero di anni di esperienza sufficienti per continuare a operare dopo l’arrivo della Mifid 2 (che impone di avere una certa preparazione ai professionisti che danno consigli sugli investimenti).

I sindacati e il management di Poste Italiane hanno dunque concordato di concordato di ricollocare ad altre funzioni quei dipendenti che non possono svolgere attività di consulenza finanziaria. Si occuperanno della vendita di altri prodotti (per esempio dei finanziamenti) oppure potranno svolgere normale attività allo sportello (front end). In tal caso, per decidere i ricollocamenti e gli eventuali trasferimenti ad altri uffici, l’azienda userà criteri di vicinanza territoriale alla loro zona di residenza (con spostamenti entro 30 Km). Poste Italiane e sindacati hanno raggiunto anche un accordo per preparare un piano formativo destinato a quei dipendenti che, pur avendo le qualifiche per offrire un servizio di consulenza ai sensi della Mifid 2, devono essere affiancati da un tutor per un periodo di almeno 4 anni. Le organizzazioni dei lavoratori che hanno firmato l’intesa preliminare il 7 dicembre sono Slc-Cgil, Slp Cisl, Uilposte, Failp-Cisal, Confsal e Ugl

 

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