Allianz, eccellenza continua

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Campora: “Lavoriamo da tempo per trasformare i vincoli della Mifid 2 in opportunità”.

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino13 dicembre 2017 | 12:56

“Vede quest’opera? Ha una storia molto bella: è stata realizzata sul modello della Torre Allianz da un’artista disabile carpigiana, Cinzia Ghelfi, che l’ha intitolata: TorreLibro, arte e cultura dentro al palazzo. L’ho acquistata l’anno
scorso all’asta benefica di fundraising che organizziamo ogni anno con la nostra Fondazione Allianz Umana Mente. Lì ho  saputo che l’atelier Manolibera, frequentato da Cinzia, ha esposto le opere di artisti con disabilità cognitive in importanti musei e manifestazioni a Bologna, a Parma, Londra, Bruxelles e Liegi”. Incontro Giacomo Campora (nella foto) nel suo ufficio al settimo piano della storica sede di Allianz in CorsoItalia a Milano. L’opera d’arte, protetta da una teca trasparente, è appoggiata sul tavolo di vetro fra i divani del suo ufficio, arredato in stile sobrio ed elegante. Dalle finestre si vede la Torre Allianz, il più alto grattacielo d’Italia dove il gruppo si sta trasferendo. “È un edificio straordinario, progettato dall’archistar giapponese Arata Isozaki e da Andrea Maffei. È di nostra proprietà grazie alla decisione del nostro ceo, Klaus-Peter Roehler, che ha voluto dare, anche con questo investimento, un concreto segnale di fiducia verso l’Italia e verso Milano, così come abbiamo investito 50 milioni di euro nel rinnovamento totale della nostra sede di Trieste. A Milano,Torre Allianz è un’icona nel nuovo skyline: esprime eccellenza, innovazione, design e tecnologie all’avanguardia. A ottobre abbiamo iniziato il trasferimento dei 2.800 dipendenti che occuperanno la nuova sede, accompagnando le nostre persone con un’articolata comunicazione ispirata alla metafora del viaggio aereo, con tabellone delle partenze, carte d’imbarco e tutto il resto. Più di mille dipendenti già oggi lavorano nella torre e l’entusiasmo è alle stelle. Nel bellissimo Auditorium abbiamo già ospitato eventi di altissimo standing: Oliver Baete, ceo del Gruppo Allianz, ha tenuto una conferenza sull’Europa nell’ambito delle Vigoni Lecture. E a fine novembre è stato organizzato lì il road-show di Allianz Bank”.
Campora, 51 anni da poco compiuti, è amministratore delegato di Allianz Bank Financial Advisor dal 2008 ed è direttore generale della capogruppo Allianz SpA per le aree market & distribution. Dal prossimo gennaio, Campora guiderà le attività del gruppo in Italia assumendo la carica di amministratore delegato succedendo all’attuale ceo Roehler, che passerà alla guida di Allianz Germania. A Campora è oggi affidata la responsabilità di tutte le attività relative alla strategia multicanale di Allianz, inclusa la compagnia diretta Genialloyd, market leader e di cui è presidente, le società di bancassicurazione con UniCredit, la rete di circa 2.700 agenti assicurativi, nonché quella dei 2.000 financial advisor Allianz Bank. Sotto la sua leadership, la banca ha vissuto una profonda trasformazione, con forti spinte all’innovazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.
Ci siamo: arriva Mifid 2. Come si sta preparando la banca? E quale sarà l’impatto sull’industria della consulenza?
Mifid 2 può essere definita prendendo a prestito un concetto di Mohamed El-Erian, chief economic adviser di Allianz, con il termine inglese known-unknown, cioè un’incognita conosciuta. Produrrà sicuramente grandi cambiamenti: nei prossimi due-tre anni, il mercato si evolverà da un lato verso servizi “premium” di consulenza ad alto valore aggiunto e adeguatamente remunerati, dall’altro verso servizi “standard” con contenuti consulenziali per così dire minori e indicati per investimenti di piccole dimensioni. In questo contesto, noi stiamo lavorando già da molto tempo per trasformare i vincoli della direttiva europea in opportunità, per far crescere il business e affrontare al meglio le nuove sfide e i cambiamenti che Mifid 2 porterà con sé.

Il 2017 è stato ancora un anno di crescita per Allianz Bank FA. Può riassumerci i numeri più significativi di questo progresso?
In questi anni, abbiamo realizzato un completo turn-around, crescendo sia in dimensioni sia in redditività e Allianz Bank FA oggi è un vero motore di crescita per il gruppo. A fine settembre, le masse in gestione hanno superato 44 miliardi di euro (erano circa 17 miliardi nel 2008, n.d.r.). Questo in  un quadro di eccellenti risultati ottenuti dal gruppo in Italia (nei primi nove mesi i premi totali sono cresciuti del 7,2% a oltre 11 miliardi di euro, dei quali 7,9 miliardi nel Vita (+11,4%) e, in questo segmento, la raccolta realizzata dal canale financial advisor è cresciuta del 27,5% con un new business margin salito al 3,2%, n.d.r.).

La squadra dei top manager della banca ha registrato ingressi recenti. Quali i più importanti?
Paola Pietrafesa è il nuovo direttore generale di Allianz Bank dallo scorso aprile; manager con una brillante carriera ai vertici del gruppo, è stata vicedirettore generale di Allianz SpA con responsabilità delle aree legal e compliance. Sempre a primavera, Mauro Re, con una pluriennale esperienza nell’investment management del gruppo, è stato nominato direttore wealth management & marketing della banca e amministratore delegato di Investitori Sgr. Da sempre, i punti di forza della nostra squadra sono: integrità e professionalità ineccepibili, competenze ed eccellenza tecnica superiori, la capacità di gestire i bisogni finanziari dei clienti con soluzioni all’avanguardia e create su misura. Soprattutto, c’è un elemento importantissimo: in Allianz la cultura dell’esperto è parte del nostro dna, rappresenta un vantaggio competitivo e lo sarà, sempre di più, anche in futuro, nella mia gestione.


Quali sono gli obiettivi per la banca nel 2018?

I pilastri fondamentali nella nostra strategia di sviluppo sono tre. In primo luogo, il potenziamento del modello di consulenza integrata e innovativa, adempiendo ai doveri di trasparenza, monitoraggio e profilazione dei clienti. Secondo, l’attività continua di formazione a tutti i nostri financial advisor, e – terzo punto – una sempre maggiore
focalizzazione per rafforzare la personalizzazione delle soluzioni d’investimento.

Cosa significa l’integrazione in un grande gruppo assicurativo internazionale per i vostri consulenti e private banker?
I vantaggi di un gruppo leader nel mondo come Allianz sono tantissimi: la solidità patrimoniale, l’expertise globale, le partnership internazionali di altissimo standing, l’eccellenza tecnica, la reputation più elevata in assoluto, lo sviluppo costante di innovazioni di prodotto e tecnologiche, che ci contraddistinguono come frontrunner
nel digitale. Inoltre, negli anni abbiamo sviluppato il miglior sistema di controlli e compliance, elementi fondanti nel modello di business di Allianz Bank.
A che punto è la digitalizzazione? Quali opportunità e rischi della cosiddetta robo-advisory?


Abbiamo creato un sistema di consulenza tecnologicamente all’avanguardia, ma basato sulla centralità dell’uomo. Ritengo che anche in futuro la consulenza resterà incentrata su rapporti “human to human” perché l’elemento umano è alla base di tutto nel nostro settore, come dimostrano anche gli studi di finanza comportamentale. Quanto al robo-advisory, le nuove tecnologie possono rappresentare un ottimo strumento di analisi e un gruppo leader come Allianz ha già investito, come venture capitalist, in realtà come Moneyfarm, nate dall’intuizione di innovatori tutti “made in Italy”. Ma, lo ribadisco, un investitore avrà sempre bisogno della cultura e della consulenza di un esperto per le proprie scelte finanziarie. Per rappresentarle quest’idea, pensi a un esame medico sofisticato: se un paziente si sottopone ad una tac, di certo nessuno può supporre che esca dallo studio medico con il dischetto di immagini tomografiche e che sia in grado, da solo e senza una preparazione medica, di leggerne i risultati e prendere le decisioni di cura adeguate…

Quali sono le caratteristiche del vostro reclutamento e gli obiettivi di recruiting 2018?
I nuovi professionisti che vengono inseriti nella nostra rete, provenienti sia dal mondo bancario tradizionale sia da altre banche reti, gestiscono masse di medie-grandi dimensioni. E uniscono le forti competenze tecniche alla capacità di sviluppare con i clienti relazioni di valore nel tempo, offrendo loro un servizio di eccellenza. Selezionati con grande attenzione, vengono poi accompagnati in percorso di crescita professionale, entrano a far parte di una struttura solida, protetta e improntata a una meritocrazia inclusiva.

Come si è sviluppata l’offerta di prodotti vita?

 

L’ultima novità, in ordine di tempo, è il nostro Pir assicurativo, con una componente di protezione rappresentata dalla nostra gestione separata: la domanda è letteralmente esplosa, grazie a questa componente antirischio totale, che consente di togliere attivamente volatilità, e grazie ai nostri financial advisor che ne hanno compreso il grande potenziale. I Pir sono un’innovazione positiva sia per i sottoscrittori sia per le piccole e medie aziende, ne facilitano l’accesso ai mercati dei capitali contribuendo a colmare il gap attuale rispetto all’estero. Inoltre, i prodotti unit-linked sono tra le soluzioni migliori per rispondere alle esigenze delle famiglie, come dimostra la loro crescita.
Private banking: ci sono dei limiti nella figura del cf “private”?
Allianz Bank Private ha sviluppato un’offerta di servizi e iniziative di consulenza di altissimo standing, che si contraddistingue per qualità, eleganza, prestigio e soddisfazione dei clienti elevatissime. Le nostre soluzioni sono tagliate su misura sulle esigenze dei clienti, con un approccio olistico per una consulenza completa su investimenti, risparmioprevidenziale, pianificazione successoria, patrimonio artistico e immobiliare. Dal 2014 ad oggi, la crescita in termini di masse gestite è stata del 50% e i consulenti private sono oggi circa 340.

Veniamo ai mercati, segnati tutti da una situazione “ideale”: quale è la sua visione lato consulente/private banker e lato cliente per il 2018?
La mia visione sui mercati è bullish: effetti positivi verranno dal nuovo assetto geopolitico internazionale, dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. E lo dico a prescindere da qualsiasi giudizio politico. Trump è un presidente che porta il business statunitense nel mondo come se fosse il ceo dell’azienda U.S.A., con grande e immediata efficacia. In questo contesto di espansione sincronizzata, è importante costruire i portafogli dei clienti senza seguire l’euforia, perché nel momento in cui si manifestassero ostacoli alla crescita delle borse, la disciplina degli investitori potrebbe essere messa a dura prova. Quindi, la qualità della consulenza professionale e il servizio del financial advisor è determinante per stabilizzare e consolidare i risultati dei clienti.
Le sue sensazioni, a meno di un mese dal nuovo incarico?
È un privilegio poter lavorare per un gruppo che sente la responsabilità del proprio ruolo nel paese in cui opera, crea lavoro e sviluppo, offre protezione e le condizioni per un futuro migliore. Sono orgoglioso di essere italiano e sono anche molto orgoglioso che il nostro azionista abbia deciso che potesse essere un manager italiano a guidare Allianz Italia. Anche se (sorride, n.d.r.) ci ho messo un po’ a rendermene conto dopo l’annuncio della mia nomina lo scorso settembre. Questa azienda è forte, responsabile e resiliente, rispetta le regole e ha grande successo, lavorando nel segno della correttezza e anche della responsabilità sociale. Sotto la guida di Roehler e dei manager che lo hanno preceduto, Allianz ha creato valore per tutti i nostri stakeholder affermandosi tra i principali operatori del mercato con una reputazione di assoluto standing. Credo che l’Italia sia uno dei paesi più corretti, caratterizzata da grandi istituzioni finanziarie molto serie. Noi facciamo e faremo la nostra parte.


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