Enasarco, ok al bilancio con l’appoggio Anasf

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di Marco Muffato 14 Dicembre 2017 | 09:40
Successo non unanime per il presidente dell’Ente di previdenza integrativa degli agenti di commercio (che comprende i consulenti finanziari) Gianroberto Costa, che ha dovuto incassare il voto contrario tra gli altri di Federagenti e Uil Tucs. In arrivo anche un ricorso sulle modalità di conteggio dei voti favorevoli.

L’assemblea dei delegati di Enasarco ha approvato ieri il bilancio 2017 e il bilancio preventivo 2018. Un successo non unanime per la gestione del presidente dell’ente di previdenza integrativa degli agenti di commercio (che comprende i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede) Gianroberto Costa Enasarco, appoggiato dall’Anasf (vedi qui). Costa ha infatti dovuto incassare il voto contrario dei 7 delegati di Federagenti dei 3 delegati Uil Tucs vicini all’ex presidente Brunetto Boco, dei 3 delegati Ugl e un astenuto della Cigl. Si parla anche di un possibile ricorso da parte del fronte contrario per le modalità di conteggio dei voti favorevoli. Il no al bilancio sarebbe motivato dagli oppositori con la poca trasparenza dei numeri aggregati del bilancio. Ma cosa dicono i numeri? Il bilancio 2017 prevede un saldo della gestione istituzionale di oltre 140 milioni di euro, in crescita rispetto al precedente di poco oltre 138 milioni. La previsione per il 2018 è di un saldo a quota 160 milioni. Anche la gestione previdenziale presenta per il 2017 il dato positivo di ben 43 milioni di euro, per arrivare a 62 milioni nel 2018, con entrate previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni. Mentre l’assistenza nel 2017 dovrebbe salire a quasi 97 milioni e andare oltre questo livello nel 2018.  “In discontinuità rispetto al passato Enasarco vuole compiere un salto di qualità, allargando l’orizzonte a medio e lungo termine facendosi garante anche delle generazioni che verranno”, ha spiegato Costa all’agenzia Adn Kronos. “Per fare ciò -ha continuato- è necessaria una coraggiosa attività di pulizia e di riconversione degli investimenti problematici o che garantiscono scarsa redditività. Nel contempo, si deve curare la sostenibilità dei nostri investimenti, la redditività unita a un basso livello di volatilità”.

 

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