Mifid 2, più consulenza evoluta e a pagamento

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Andrea Telara di Andrea Telara 24 Gennaio 2018 | 13:00
Il responsabile del modello di business di Fideuram, Raffele Levi è intervenuto sul tema della nuova direttiva europea e della remunerazione del servizio di consulenza

“Mifid 2 punta ad incrementare la qualità del servizio al cliente facendo leva su maggiore trasparenza, professionalità degli operatori, assistenza continuativa al cliente”. Si è aperto così l’intervento di Raffaele Levi (nella foto), responsabile del modello di business di Fideuram ISPB, che è intervenuto oggi a Milano a PF Expo. Secondo Levi,  la seconda direttiva europea sui servizi finanziari apre nuovi spazi per la consulenza evoluta a pagamento per gli investitori di fascia medio-alta e  anche a servizi low cost per altre fasce di clientela.

“Che professionalità, assistenza e trasparenza siano carte vincenti, i consulenti migliori lo sanno da sempre”, ha detto Levi. “I professionisti hanno acquisito la fiducia dei clienti proprio stando loro vicini nel corso dei momenti importanti della loro vita, supportandoli nella gestione di ansia ed aspettative nelle decisioni di investimento e difficilmente temono confronti con altri operatori per quanto riguarda professionalità e trasparenza. Per loro Mifid 2 sarà una grande opportunità, perché se l’obiettivo è innalzare gli standard di qualità dell’offerta, chi già oggi offre il servizio migliore non può che trovarsi avvantaggiato. Mifid 2 può anche essere vista come una dichiarazione di guerra contro le forme di concorrenza scorrette, come l’applicazione di costi occulti o la cattiva gestione dei conflitti di interesse, spostando invece la sfida competitiva su ciò che i migliori professionisti sanno fare meglio: la consulenza al cliente”.

“Più che a un abbassamento dei costi osserveremo, presumibilmente, un ribilanciamento delle fonti di ricavo, nel senso che il mercato sarà portato sempre più a prezzare in modo diretto gli elementi a cui il cliente attribuisce un valore. Potrebbe quindi esserci una maggiore diffusione di servizi di consulenza evoluta a pagamento, la nascita di nuovi modelli di servizio, o di pricing. Potrebbero arrivare forme di consulenza low cost: osservando altre industry la diffusione delle compagnie di volo low cost non ha impedito lo sviluppo dei viaggi di lusso, anzi lo ha alimentato (si pensi ad esempio ai viaggi di Etihad o Emirates da 15/20 mila euro). O ancora gli hard discount non hanno impedito la nascita di boutique alimentari, da Eataly a Bio C’Bon ecc. Probabilmente ci sarà maggiore specializzazione e, ancora una volta, saranno avvantaggiate le realtà migliori, le aziende con i modelli più robusti, le società che hanno precorso i tempi e già interiorizzato standard elevati di qualità ed una corretta proporzionalità tra costo e livello di servizio. Quelle che sapranno avere visione e mantenere modelli flessibili, in grado di adattarsi ai mutamenti del mercato e delle esigenze dei clienti”.

“Ai consulenti presenti in quest’aula, lancio una piccola provocazione”, ha detto Levi alla platea , “dovete prendere la Mifid 2 di petto, assicurando il massimo del servizio e dell’assistenza ai propri clienti migliori, sfruttando l’opportunità per andare da loro a parlare di consulenza, a spiegare la direttiva e affermare il proprio ruolo, la propria professionalità e distintività. Per farlo è importante cambiare la prospettiva da cui si guarda la Mifid 2 e guardarla con gli occhi del cliente, come ad un insieme di tutele, anziché come ad un insieme di adempimenti. Il percorso normativo nasce con l’obiettivo di far sì che la storia impari dalle cicatrici che i risparmiatori portano ancora sulla pelle a causa dei tanti avvenimenti degli ultimi 15/20 anni ed ai numerosi scandali finanziari. Ciò è avvenuto anche a causa di alcune falle del sistema: portafogli non adeguati al profilo al rischio del cliente, prodotti troppo complessi rispetto alla capacità di comprensione dell’investitore, scarsa diversificazione del portafoglio, insufficiente qualifica e professionalità degli operatori, inadeguata gestione dei conflitti di interesse, scarsa trasparenza.

Se iniziamo a considerare Mifid 2 come un insieme di misure per tenere i clienti al riparo di pratiche scorrette ed innalzare gli standard di qualità del servizio, assieme ai clienti non possono che beneficiarne gli operatori ed i professionisti migliori”.

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