Credem chiude il 2017 con 21 nuovi ingressi

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di Chiara Merico 25 Gennaio 2018 | 15:19
Questi inserimenti portano a 50 il numero dei consulenti entrati nella struttura guidata da Moris Franzoni nel corso dell’anno.

RECLUTAMENTI IN TUTTA ITALIA – La rete di consulenti finanziari di Credem, coordinata dal direttore commerciale Moris Franzoni, continua la campagna di reclutamento con l’inserimento negli ultimi mesi del 2017 di 21 nuovi professionisti, portando così a 50 i consulenti entrati nella struttura nel corso dell’anno. In particolare sono entrati: in Lombardia, a Bergamo Angelo Gagni, ex Veneto Banca, a Milano Claudio Frigo, ex Ubi Banca, a Lecco Massimo Chistolini e a Legnano Sergio Riccardi, entrambi ex Veneto Banca. In Toscana sono entrati: a Santa Croce sull’Arno (PI) Vincenzo Di Sibio, ex Fineco, e a Livorno Andrea Bernardi; in Liguria a Genova Francesco Morello, ex Finanza e Futuro; in Trentino a Riva del Garda (TN) Giovanni Leder, ex Fineco; nelle Marche a Fano (PU) Pietro Fiorani, ex San Paolo Invest; in Friuli Venezia Giulia a Trieste Paolo Gerin, ex Veneto Banca; in Veneto a Padova Luigi Verza, ex Fineco, e Cristiana Tollin, ex Veneto Banca; a Venezia Andrea Barbato, sempre ex Veneto Banca. In Puglia è entrato a Bari Filippo Cassese; in Sicilia, a Canicattì (AG) Carmela Mannarà e Riccardo Greco e a Enna Santo Calascibetta, provenienti da Banca Nuova; in Emilia Romagna è entrato a Riccione Simone Cesaroni, ex Banca Popolare Valconca; in Umbria, a Perugia Francesco Chiappini, ex Widiba, e Catia Freschini, ex Fineco; in Calabria, a Vibo Valentia Vincenzo Barberi, ex Banca Nuova. “Questi risultati – ha commentato Moris Franzoni, direttore commerciale consulenti finanziari Credem – confermano la validità del modello di business della rete, ormai quasi unico in Italia, basato sulla completa integrazione tra il consulente e le filiali della banca su tutto il territorio nazionale. Il consulente finanziario della rete Credem può infatti collocare non solo i prodotti di gestione del risparmio ma anche tutti i prodotti bancari tradizionali, dalla carta di credito al conto corrente, dal leasing al factoring, per arrivare fino ai prestiti, ampliando in questo modo le proprie fonti di remunerazione. Tale caratteristica della nostra rete – ha aggiunto Franzoni – penso sia particolarmente significativa anche a seguito dell’introduzione di Mifid 2 per ampliare le fonti di remunerazione dei consulenti non solo dal business degli investimenti”.

 

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