Fineco, i consulenti sono più ricchi

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di Matteo Chiamenti 6 Febbraio 2018 | 13:43
La società trasmette i dati di bilancio 2017: cresce il patrimonio medio per cf, le commissioni e la raccolta

Il progetto di consulenza finanziaria di Fineco si conferma tra i principali protagonisti del mercato italiano, dopo la comunicazione dei risultati di bilancio al 31 dicembre 2017. A margine del miglioramento della redditività complessiva societaria, che vede un incremento importante dell’utile netto rettificato per le poste non ricorrenti, pari all’8,9% a/a (218,5 milioni di euro) e un dividendo proposto pari a 28,5 centesimi di euro per azione (pay-out ratio 81%), la rete guidata dall’ad e dg Alessandro Foti (nella foto) ha mostrato importanti risultati sul fronte della produttività, degli afflussi e delle commissioni.

Come riporta lo stesso comunicato societario, a dare una grande mano alla conferma del trend di crescita della produttività dei consulenti finanziari è stata la cosiddetta “cyborg advisory”, un progetto che nel recente passato ha dato alla luce la piattaforma X-Net. Il portafoglio medio per consulente finanziario ammonta a 22,2 milioni di euro, in crescita del 13,5% a/a e del 4,0% trim/trim. Prosegue anche il continuo miglioramento dell’asset mix: il 66% della raccolta netta dell’anno è rappresentato da raccolta gestita (35% nel 2016). Più nel dettaglio la raccolta netta da inizio anno è stata pari a 5.958 milioni di euro (+18% a/a), con quella nei “Guided products & services” che ha raggiunto 4.559 milioni di euro nel 2017, portando l’incidenza di questi ultimi rispetto al totale AuM al 64% rispetto al 56% di dicembre 2016. La raccolta tramite la rete di consulenti finanziari è stata pari a € 5.404 milioni, in aumento del 25% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Spostandoci sul fronte ricavi, le commissioni nette del 2017 si attestano a 270,1 milioni di euro, in aumento di 27,2 milioni di euro relativi allo stesso periodo dell’anno precedente (+11,2 % a/a). L’incremento è riconducibile principalmente all’aumento delle commissioni nette relative alla gestione di prodotti del risparmio gestito (+9,5% a/a) e consulenza in materia di investimenti (+35,8% a/a) grazie al continuo aumento della raccolta gestita e dell’incidenza dei “Guided products & services” sul totale AuM.

A livello di organico, al 31 dicembre 2017 la rete dei consulenti finanziari è composta da 2.607 unità distribuita sul territorio con 375 negozi finanziari (Fineco Center). In termini di acquisizione della clientela, nel 2017 sono stati acquisiti 114.509 nuovi clienti (+4% a/a). Il numero dei clienti totali al 31 dicembre 2017 è di circa è 1.200.000, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente.

La presentazione del bilancio è stata anche un’occasione per approfondire altri elementi di business che compongono l’universo Fineco. Sul piano del private banking, si conferma il forte posizionamento nel segmento dedicato, con patrimonio in costante crescita a 25,9 miliardi di euro (+16,4% a/a), mentre il progetto relativo alla nuova Asset Management Company prosegue in linea con le aspettative e la piena operatività della società è prevista entro la fine del 1° semestre 2018.

A margine di questi dati, la redazione di Bluerating ha intervistato in Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale della società per un commento in esclusiva:

Dott.Foti, come è andato questo 2017?
Fineco ha confermato la capacità di sfruttare i trend strutturali del mercato attraverso il valore aggiunto della consulenza evoluta. La nostra attenzione ai processi di digitalizzazione e il nostro continuo focus sulla qualità dei servizi offerti ci ha ripagati.

Abbiamo visto che è stato posto il faro sulla produttività dei consulenti, anche in relazione ai processi di “cyborg advisory”…
Esattamente. Per noi è molto importante fornire i migliori strumenti tecnologici possibili e la migliore assistenza ai nostri professionisti, ai fini di concedere più tempo ai consulenti per sviluppare la propria interazione diretta con i clienti.  Questi stessi processi ci assistono nella continua formazione di chi offre servizi di advisory, seguendo le indicazioni definite da Mifid 2

Anche il private banking è in crescita. Avete in mente nuovi obiettivi di sviluppo, al di là della crescita patrimoniale?
Questo settore è in ascesa, in linea con il cambiamento che ha coinvolto la clientela dedicata. Ora sono richieste sempre più soluzioni “value for money” e da questo punto di vista la combinazione tra trasparenza, qualità e costi offerta da Fineco ci pone con un assoluto vantaggio competitivo all’interno di questo mercato.

A che punto siamo con Fineco Asset Management?
Tutto procede secondo i piani annunciati, l’operatività dovrebbe essere completa entro giugno 2018

Concludiamo con una riflessione prospettica. Dovendo scegliere un tema forte o una parola chiave per identificare il 2018 che attende Fineco, cosa sceglierebbe?
Cavalcare l’onda. Fineco vuole confermare la sua capacità di “surfare” sfruttandone lo slancio dei trend strutturali in atto nel settore e rimanendo fortemente ancorata alla sua tavola, senza rischiare di ritrovarsi in acqua.

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